

Autovelox in Campania: spenti 7 dispositivi irregolari
Il nuovo corso per la sicurezza stradale segna un punto di svolta decisivo in Campania. A seguito dell’entrata in vigore della recente riforma sugli autovelox, fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, sette dispositivi di rilevamento della velocità dislocati sul territorio regionale sono stati ufficialmente disattivati.
Attualmente, su un totale di 62 apparecchi precedentemente operativi in Campania, solo 55 risultano in regola con i rigidi requisiti imposti dalla nuova normativa. Si chiude così, dopo 34 anni, un’era caratterizzata da caos, incertezze legali e valanghe di ricorsi da parte dei cittadini, grazie all’individuazione di criteri univoci e validi su scala nazionale.
L’obiettivo del provvedimento è stato chiarito in una nota ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Se da una parte resta prioritaria la tutela della sicurezza stradale attraverso misure chiare che impongono il rispetto dei limiti da parte degli automobilisti, dall’altra il Governo ha voluto porre un freno a una pratica controversa. Il controllo della velocità non può più trasformarsi in un escamotage poco trasparente utilizzato dagli Enti locali per rimpinguare le proprie casse alle spalle dei contribuenti.
La disattivazione di questi sette impianti in Campania non è una semplice scelta amministrativa, ma la diretta conseguenza di un vero e proprio terremoto giuridico che ha investito l’intero Paese. Il punto di rottura è stato segnato dalla storica ordinanza della Corte di Cassazione (la n. 10505/2024), che ha tracciato una linea netta e invalicabile tra dispositivi “approvati” e dispositivi “omologati”.
La Suprema Corte ha stabilito che solo i misuratori di velocità sottoposti a una rigorosa procedura di omologazione tecnica possono emettere sanzioni valide, rendendo di fatto nulle le multe elevate da apparecchi dotati di una semplice approvazione ministeriale.
A fare da scudo agli automobilisti è intervenuto poi il nuovo “Decreto Autovelox”, che ha tradotto in legge questa necessità di trasparenza dettando regole ferree sul posizionamento degli strumenti. Le nuove disposizioni impongono distanze minime obbligatorie tra i segnali di preavviso e le telecamere, vietano l’installazione nei centri urbani con limiti inferiori a 50 km/h e limitano drasticamente l’uso degli apparecchi sui tratti extraurbani non pericolosi.
Le amministrazioni comunali campane si trovano ora costrette a rivedere la propria mappa dei controlli. Il mantenimento di apparecchi non a norma esporrebbe infatti i Comuni non solo a continue sconfitte davanti ai Giudici di Pace, ma anche a potenziali danni erariali legati alle spese di soccombenza nei giudizi.
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