

Alex Pollaro
Nel racconto del pentito Alex Pollaro, ex affiliato al clan Nobile di Afragola, e da alcuni mesi collaboratore di giustizia, emergono spaccati di una ferocia disarmante, dove la reputazione sul territorio si misura a colpi di pistola. Pollaro descrive la rabbia di Antonio Nobile “Topolone” quando scopre che i suoi esattori (Savio Guerra, Antonio Corbo e Bruno Bottone), mandati a pretendere il pizzo di Natale dal figlio di …omissis… per una bancarella di fuochi d’artificio, si erano fatti sparare da un rivale (Catello Forte) senza rispondere al fuoco.
«Topolone, quando a sua volta mi raccontò l’episodio, manifestò forte disapprovazione per il fatto che i suoi uomini non solo non avevano sparato, ma addirittura si erano fatti sparare. Quindi Topolone decise di intervenire personalmente per risolvere la questione: si fece accompagnare da un suo amico e sparò contro i due ragazzi che stavano gestendo la bancarella di fuochi di artificio… So che i ragazzi rimasero feriti e andarono anche in ospedale».
Ancor più sanguinoso l’episodio della faida scoppiata sotto l’abitazione di Maria Bizzarro, nata dal rifiuto di una fazione vicina a Giuseppe Sasso, “‘o nennillo”, di sottostare al monopolio dei Panzarottari sulla droga. In quell’occasione, a fare fuoco fu l’altro giovane leader, il cugino omonimo Antonio Nobile detto”Spiedino” figlio del boss Raffaele.
«Il motivo di questa sparatoria era costituito dal fatto che Francesco detto ‘o checco, genero di Maria Bizzarro, soggetto legato a Giuseppe Sasso detto ‘o nennillo, non voleva rifornirsi di stupefacenti dai panzarottari ed era entrato perciò in contrasto con loro… Durante la sparatoria venne colpito al petto un ragazzo di nome Emanuele Scuotto. Nobile Antonio detto Spiedino mi raccontò che lui stesso lo aveva colpito al petto».
Le armi per queste azioni di fuoco? Nessun problema di approvvigionamento, la logistica era esternalizzata: «Il gruppo dei panzarottari era armato. Le armi le custodiva Savio Guerra… le armi venivano fornite da un certo …omissis… di Cardito».
I verbali di Alex Pollaro sono ora nelle mani della magistratura. Le sue rivelazioni aprono squarci profondi su una mappa criminale in continuo movimento, dove i vecchi accordi di camorra sono stati seppelliti dalla spregiudicatezza di ventenni pronti a tutto pur di imporre il proprio marchio di sangue sul territorio.
Approfondimento
Quando la “guerra delle piazze” ad Afragola si trasforma in una tragicommedia di pistole scariche e onori feriti.
Il pentito Pollaro svela la rabbia di “Topolone” per i suoi uomini che si sono fatti
sparare senza reagire, un segnale di debolezza che alimenta faide senza fine.
Dietro ogni colpo c’è una rete di potere e paura che avvelena il territorio, mentre la
comunità resta intrappolata in un gioco di violenza senza regole.