Gerardo Ferrara: Il Postino senza Troisi, la storia dietro le quinte a Salina

Trentadue anni fa Gerardo Ferrara ha sostituito Massimo Troisi nelle scene più impegnative de Il Postino, un’esperienza che ha segnato per sempre la sua vita e la memoria di un grande artista.

Salina– Era il 1994 quando Gerardo Ferrara, allora giovane professore di scienze motorie, è stato scelto per sostituire Massimo Troisi nelle riprese più faticose del film cult Il Postino. La somiglianza sorprendente con il celebre attore napoletano gli ha aperto le porte di un’esperienza unica e intensa, che ha lasciato un’impronta indelebile nel suo cuore.

Ferrara racconta: “Massimo, già debilitato dalla malattia, non poteva sostenere lo sforzo fisico richiesto dalle scene in bicicletta sulle strade polverose di Salina e Procida. Così mi chiamarono per aiutarlo nelle prove e nelle riprese più pesanti.”

In pochi giorni Ferrara si trovò sul set, accanto al regista Michael Radford e a Philippe Noiret, entrando a far parte della “famiglia” del film. “Non ero un attore, ma è stata un’occasione per stare vicino a qualcuno che aveva bisogno di aiuto,” spiega. Ricorda con emozione le parole gentili di Troisi, la loro somiglianza fisica e la profonda umanità dell’attore: “Massimo era un uomo di straordinaria generosità, umiltà e sensibilità, un grande artista che ha lasciato un’eredità artistica e umana difficile da eguagliare.”

Ferrara ha ricevuto un riconoscimento al Marefestival di Salina, dove è stato premiato con una targa che riproduce una dedica autografa di Troisi, un omaggio a un legame nato per caso e diventato un insegnamento di vita. Il ricordo più doloroso è la sera del 3 giugno 1994, l’ultimo saluto prima della morte prematura di Troisi: “Mi disse che sarebbe venuto a trovarmi, ma non ce l’ha fatta. Quando ho saputo della sua scomparsa ero in treno, è stato un dramma.”

Oggi, tornando a Salina, Ferrara rivive quelle emozioni e porta avanti con orgoglio la memoria di un artista che ha saputo trasformare la semplicità in poesia e la gentilezza in un messaggio universale. “L’amore per la poesia e per le cose belle è l’eredità più grande che ci ha lasciato,” conclude, “e noi dobbiamo continuare a ricordarlo e onorarlo.”

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condivid
Pubblicato da
Federica Annunziata

Ultime Notizie

Napoli, ‘Il Comune diserta il tavolo, la categoria è al precipizio’: i tassisti chiedono risposte urgenti

Napoli – Dopo la mancata partecipazione del Comune di Napoli alla convocazione disposta dal Prefetto… Leggi tutto

18 Settembre 2026 - 09:14

Napoli, pusher di ‘Amnesia’ arrestati a san Giovanni a Teduccio

Napoli - La quiete dei vicoli orientali di Napoli si è interrotta bruscamente nella serata… Leggi tutto

18 Settembre 2026 - 08:45

Allontanati i tre figli di Pietro Loffredo, papà di Fortuna

Tre bambini di 3, 4 e 7 anni sono stati prelevati ieri mattina a Lanciano,… Leggi tutto

18 Settembre 2026 - 08:30

Guida alle slot online: come orientarsi tra giri gratis e RTP

Le slot online hanno un catalogo sterminato di titoli, ognuno dei quali è caratterizzato da… Leggi tutto

18 Settembre 2026 - 08:15

Donnaregina riapre alla città con Metamorfosi – Ciò che resta diventa musica

Il Complesso di Donnaregina riapre unificando Donnaregina Nuova e Vecchia con la mostra diffusa Metamorfosi.… Leggi tutto

18 Settembre 2026 - 08:05