«Cri, sono arrivato»: l’ultima drammatica telefonata di Igor Protti a Cristiano Lucarelli

Pochi giorni prima di morire, Igor Protti ha chiamato Cristiano Lucarelli e gli ha detto che «l’arbitro stava per fischiare la fine». Nel post pubblicato dopo la scomparsa , Lucarelli racconta l’incontro, la richiesta dell’amico e l'abbraccio finale
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Livorno  – Non è stato un addio ufficiale. È stato un dialogo tra due amici, su un letto, pochi giorni prima del fischio finale.Igor Protti è morto nella notte tra il 18 e il 19 giugno a 58 anni, dopo oltre un anno di lotta contro un tumore al colon.

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La famiglia lo ha annunciato con le stesse parole che lui aveva scelto: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale».Ma il racconto più intenso e privato lo ha fatto Cristiano Lucarelli, suo compagno di squadra e amico fraterno ai tempi del Livorno.

In un lungo post su Instagram, Lucarelli ha condiviso l’ultima telefonata ricevuta da Protti venerdì 12 giugno.Mentre era in scooter, gli squillò il telefono. «Cri, sono arrivato», gli disse Igor. Lucarelli non capì subito. Poi la frase che non si dimenticherà mai: «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa».Corse da lui. Lo trovò sdraiato in soggiorno, fragile, con lo sguardo verso la finestra. Daniela, la moglie, li lasciò soli. F

u allora che Protti fece la sua ultima richiesta:«Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me. La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te.

La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me…»Poi si abbracciarono e piansero. «Eri leggerissimo», scrive Lucarelli. «I segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo». Eppure Protti non aveva mollato.

Pochi giorni prima aveva accompagnato la figlia Noemi all’altare, «come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente».Il post si chiude con un saluto da fratello a fratello, da livornese a livornese: l’augurio che lassù Protti ritrovi il padre, Miguel, il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord Paradiso.

E l’augurio che domani, dallo stadio, possa godersi l’omaggio che la città gli tributerà.Quella poltrona che Protti voleva Lucarelli portasse a casa sua resterà il simbolo più bello di questo addio: un oggetto semplice che dovrà ricordare ogni giorno non solo due grandi calciatori, ma due uomini che si volevano bene davvero.Igor Protti riposa in pace. Cristiano Lucarelli, da livornese e da amico, gli ha già risposto: «Mi manchi già, permalosone».

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