Pollena Trocchia, il fermato ha confessato: «Non avevo i soldi per pagarle»

Ha confessato il duplice omicidio Mario Landolfi il 49enne di Sant’Anastasia fermato dai carabinieri nell’ambito delle indagini sulla morte di due donne trovate senza vita in un cantiere edile di Pollena Trocchia, nel Napoletano.

Davanti al pubblico ministero della Procura di Nola e ai militari della Tenenza di Cercola, l’uomo — assistito dall’avvocato Aldo Maione e affetto da problemi psichici — avrebbe ammesso le proprie responsabilità, sostenendo che tutto sarebbe nato da una lite per motivi economici.

«Non avevo i soldi per pagarle, abbiamo litigato, mi sono difeso e le ho spinte», avrebbe dichiarato agli investigatori.

Le vittime scaraventate nel vano ascensore

Secondo la ricostruzione investigativa, le due donne sarebbero morte in momenti diversi, tra il 16 e il 17 maggio, all’interno di un fabbricato fatiscente di viale Italia.

Le vittime sono una 28enne originaria del Casertano e una 49enne ucraina, entrambe dedite alla prostituzione. Al culmine di una violenta colluttazione, il 49enne le avrebbe spinte nel vuoto facendole precipitare nel vano che, una volta terminati i lavori, avrebbe dovuto ospitare un ascensore.

Un volo di diversi metri che non avrebbe lasciato scampo alle due donne.

Il fermo e il trasferimento a Poggioreale

L’uomo, che ha problemi psichici e ha avuto dei fermi per droga,  è stato trasferito nel carcere di Poggioreale in attesa della convalida del fermo disposto dalla Procura di Nola.

In una nota firmata dal procuratore Marco Del Gaudio, gli inquirenti precisano che il 49enne è «gravemente indiziato» del duplice omicidio e che le indagini sono ancora in fase iniziale. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

Il giallo del cantiere incompiuto

Il duplice delitto è avvenuto all’interno di un complesso di edifici abbandonati da oltre trent’anni. I lavori erano stati interrotti nel 1992 dopo un incidente sul lavoro e solo recentemente il cantiere era stato riaperto per completare parte della struttura.
Il sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito, ha parlato di «profondo rammarico» e di «ennesimo episodio di violenza che crea enorme sconforto».

Il primo cittadino ha inoltre spiegato che l’area era delimitata da recinzioni e accessibile soltanto scavalcando i confini della proprietà privata. Al momento, il fabbricato non risulta posto sotto sequestro.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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