Corsa contro il tempo nel porto di Pozzuoli: il pontone galleggiante verso il completamento

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Il porto di Pozzuoli prova a voltare pagina. In un territorio già messo a dura prova dalla complessa dinamica del bradisismo, la gestione delle infrastrutture marittime diventa un delicato gioco di incastri tra sicurezza sul lavoro, continuità territoriale e protezione civile. Nella mattinata di oggi, 7 maggio 2026, la Sala operativa del Palazzo di Governo a Napoli è diventata il centro nevralgico di una programmazione che non può più attendere: il completamento del pontone galleggiante.

La riunione, presieduta dal Prefetto di Napoli Michele di Bari, ha sancito la ripresa formale delle attività in un’area che era rimasta congelata dal dolore e dalle indagini giudiziarie.

L’eredità del 25 marzo e il dissequestro

Il cantiere si era fermato bruscamente lo scorso 25 marzo, a seguito del drammatico incidente che aveva coinvolto un operaio. Quel fermo, necessario per permettere i rilievi della magistratura, aveva però creato un vuoto operativo in un momento critico.

Oggi, grazie al dissequestro temporaneo dell’area, la Regione Campania ha confermato che le operazioni sono ripartite. Non si tratta ancora della posa finale, ma di una fase propedeutica fondamentale: il “perfezionamento della messa in sicurezza” dell’opera e delle attrezzature. Un passaggio obbligato per garantire che i lavoratori possano ultimare l’installazione del pontone senza ulteriori rischi, sanando le ferite di un cantiere segnato dalla tragedia.

L’incubo sovraffollamento e la “lezione” del 1° maggio

L’urgenza del vertice prefettizio nasce anche dai dati preoccupanti emersi durante l’ultimo ponte festivo. Le immagini delle banchine sature e dei passeggeri in attesa sotto il sole del primo maggio hanno evidenziato la fragilità attuale dello scalo. Senza il pontone galleggiante, la capacità di assorbimento del porto è ridotta al minimo, creando colli di bottiglia pericolosi sia per l’ordine pubblico che per la gestione delle emergenze legate ai Campi Flegrei.

L’entrata in funzione della struttura mobile è vista come la panacea necessaria: permetterà di ottimizzare le procedure di imbarco e sbarco, separando i flussi di veicoli e passeggeri e aumentando la resilienza dello scalo di fronte all’innalzamento o all’abbassamento del suolo tipico del fenomeno bradisismico.

Una strategia corale per l’estate

Al tavolo di confronto la presenza è stata massiccia, a dimostrazione della complessità della sfida. Dal Commissario straordinario di Governo per i Campi Flegrei al Sindaco di Pozzuoli, passando per i vertici della Protezione Civile e della Capitaneria di Porto, il messaggio è stato univoco: massima celerità.

Per mitigare i disagi immediati, oltre alla spinta sul cantiere, è stato annunciato un potenziamento delle corse marittime. La Regione Campania e la Struttura commissariale lavoreranno in tandem per assicurare che la stagione estiva non si trasformi in un incubo logistico. Il pontone galleggiante non è più solo un’opera ingegneristica, ma il simbolo di una Pozzuoli che cerca di restare a galla, letteralmente e metaforicamente, tra le scosse della terra e le ambizioni del turismo internazionale.

A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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A. Carlino