Colpo da 200mila euro sventato a Cannes: tre arresti tra Napoli e Casoria

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Giuseppe Del Gaudio

Nelle prime ore della mattinata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a tre mandati di arresto europeo emessi dall’Autorità Giudiziaria francese. I provvedimenti restrittivi hanno colpito tre soggetti – due uomini e una donna di età compresa tra i 50 e i 55 anni –, rintracciati dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli presso le rispettive abitazioni nei comuni di Napoli e Casoria.

I tre sono indiziati di far parte di un’associazione per delinquere specializzata nel furto e nella rapina di orologi di pregio sul territorio transalpino.

Al termine delle procedure di rito, i due uomini sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, mentre la donna è stata associata al carcere femminile di Secondigliano, a disposizione delle autorità competenti per le successive fasi estradizionali.

Il tentato colpo da 200mila euro

Le indagini che hanno condotto agli arresti si sono concentrate, in particolare, su un episodio specifico avvenuto il 21 aprile 2025 a Cannes. Secondo la ricostruzione degli inquirenti francesi, il gruppo avrebbe preso di mira un turista di nazionalità russa nel tentativo di sottrargli un cronografo di lusso dal valore stimato di circa 200.000 euro. L’azione, sventata grazie all’immediata attivazione dei canali investigativi, ha permesso di raccogliere elementi indiziari ritenuti solidi a carico dei tre indagati.

Asse investigativo Napoli-Parigi

L’operazione rappresenta il frutto di un consolidato protocollo di cooperazione internazionale che vede attivi, in prima linea, il Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia di Stato, la Squadra Mobile di Napoli e le forze dell’ordine francesi. Questo canale di comunicazione permanente è stato attivato specificamente per monitorare e arginare il fenomeno dei cosiddetti “trasfertisti”, gruppi di specialisti che si spostano stagionalmente verso le più rinomate località turistiche della Costa Azzurra per colpire possessori di beni di altissimo valore.

Il fenomeno dei “trasfertisti” e i precedenti a Ibiza

Il recente blitz in Costa Azzurra si inserisce in un quadro criminale ben noto alle forze dell’ordine europee: la specializzazione di alcune batterie di ladri e rapinatori di origine napoletana attive nelle principali località del turismo d’élite internazionale (come Marbella, Cannes, Mykonos e le isole Baleari).

Il legame con la criminalità organizzata: il caso di Ibiza

Le indagini degli ultimi anni hanno dimostrato che queste attività, un tempo considerate opera di cani sciolti o di piccoli gruppi indipendenti, presentano spesso legami indiretti o diretti con i clan della periferia e del centro di Napoli, che talvolta finanziano le trasferte o ne incassano i proventi per il reinvestimento.

Un esempio emblematico di questa saldatura è emerso con l’arresto di due giovani ritenuti vicini alla compagine criminale del cosiddetto “clan dei portici” (zona di via Milano/Piazza Garibaldi, storicamente legata alla galassia del clan Contini e all’Alleanza di Secondigliano), fazione che ha visto l’ascesa di figure di nuova generazione come Patrizio Bosti Junior.

I due giovani trasfertisti erano stati individuati come gli autori di due colpi messi a segno nell’isola spagnola ai danni di facoltosi turisti. Il modus operandi ricalcava lo standard consolidato di queste bande:

Monitoraggio delle vittime fuori dai locali alla moda, dai ristoranti stellati o dagli hotel di lusso.

Strappo violento dell’orologio (spesso pezzi rari dal valore superiore ai 100.000 euro, come Richard Mille o Patek Philippe) facilitato dall’uso di scooter guidati da complici per garantire una fuga immediata nei vicoli o nelle arterie stradali principali.

Invio quasi immediato della refurtiva in Italia o a ricettatori internazionali per la ripulitura del pezzo sul mercato nero.

La sinergia tra la Polizia di Stato italiana e le polizie estere (in questo caso la Policía Nacional spagnola e la Gendarmerie francese) continua a rappresentare lo strumento più efficace per disarticolare queste reti, capaci di muoversi rapidamente sfruttando lo spazio Schengen e la fluidità dei confini europei.

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