

Il clan Nobile
Ci sono stanze dove il silenzio si paga a caro prezzo e altre dove l’odore dei soldi si mescola alla quotidianità innocente dell’infanzia. È la mattina del 16 dicembre 2023 quando gli uomini della polizia giudiziaria fanno irruzione nell’abitazione di Giuseppina Marrone e del marito Salvatore Capone. Non è una perquisizione qualunque.
Cercano il tesoro dei “Panzaruttari”, la frangia criminale nota come gruppo Nobile, che ad Afragola ha trasformato l’estorsione in una catena di montaggio. I militari scovano 10.880 euro in contanti. Una parte è nascosta nella camera da letto matrimoniale; il resto è custodito tra i giocattoli e i quaderni nella cameretta della figlia della coppia.
Quei soldi non appartengono ai coniugi: sono la cassa di Mauro Marrone, l’uomo incaricato di occultare e gestire le risorse liquide dei reggenti del clan. Per gli investigatori, quella cifra rappresenta l’ennesimo rigagnolo di un fiume di denaro sporco alimentato dal sangue e dal terrore dei commercianti locali.
L’attività investigativa della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli delinea un quadro asfissiante. Il gruppo Nobile non è semplicemente un’organizzazione violenta; è una holding del pizzo capace di imporre una tangente con cadenza mensile o, peggio, un “super-ticket” in coincidenza con le tre grandi festività dell’anno:
Natale, Pasqua e Ferragosto. Il controllo del territorio è talmente pervasivo e penetrante da aver ribaltato le dinamiche classiche dell’estorsione: non sono più i camorristi a dover cercare le vittime. La consapevolezza del ricatto è talmente radicata nel tessuto economico locale che sono gli stessi imprenditori a cercare i referenti del clan – persino quando questi si trovano dietro le sbarre – per comunicare la propria disponibilità a “mettersi a posto”. Chi gestisce un’attività sa che non esistono alternative. Dalle concessionarie d’auto ai bar, dai cantieri edili ai negozi di giocattoli, la regola è una sola: pagare tutti, pagare sempre.
L’architettura del clan subisce una prima violenta scossa tra il 27 e il 28 novembre 2023, quando le forze dell’ordine eseguono una serie di mandati d’arresto per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso contro Pasquale Nobile, Luigi Forte, Domenico Di Micco e Luciano Santoro. Le microspie degli inquirenti registrano in diretta il panico e i movimenti frenetici per proteggere i vertici della consorteria criminale.
Appena appresa la notizia dei decreti di fermo, Antonio Nobile, detto “Topolone”, contatta immediatamente Mauro Marrone. Pasquale si è reso momentaneamente irreperibile e serve un covo sicuro al volo. Il dialogo intercettato restituisce la concitazione di quelle ore:
Mauro Marrone:”Pasquale?”Antonio Nobile “Topolone”:”Eh sì! Perché non te l’ha detto? … È in arresto dai! … il fatto della moglie di Luciano! Quando si litigarono con quel cristiano fuori al noleggio … e stava là Luciano … A Luigi si sono presi, a lui e Luigi!””Topolone”:”…mi serve un appoggio per mio fratello … sua suocera … lo sai, un appoggio! Un appoggio al volo dai!”Mauro Marrone:”E dove lo dobbiamo mettere? Che ne so io! … dove lo vogliamo mettere? Che ne so io!” “Topolone”:”Eh sì a me sì! A loro no! Li vogliono arrestare! … Tentata Estorsione e articolo 7… dove lo possiamo ‘acconciare’ a questo?”*Mauro Marrone:”Di là non ci sta neanche la corrente! Poi là ci sta quella cosa!”
La compagna di Marrone):“No, là no!”Mauro Marrone:”Se lo vogliamo mettere, io ti do le chiavi e non ci stanno problemi!”la donna:”No, non è sicuro! Non è sicuro! No! Mauro Marrone:”Non è sicuro, hai capito? No””Topolone”:”… Va bene o zio ora vedo un po’ dai, per il momento lo facciamo nascondere … ce lo teniamo dietro nella macchina… nella macchina dietro! Mauro Marrone:”Eh… non ti dico neanche portamelo qua, perché se vengono qua hai capito?”
La spregiudicatezza del gruppo si manifesta il giorno successivo, il 28 novembre, quando Marrone, Salvatore Lami, Antonio Corbo e Gaetano Esposito organizzano una vera e propria scorta logistica per accompagnare il latitante Pasquale Nobile a costituirsi. L’obiettivo non è sfuggire alla giustizia per sempre, ma evitare a tutti i costi le manette della polizia locale e il successivo trasferimento nel temuto carcere napoletano di Poggioreale, preferendo la più “tranquilla” casa circondariale di Avellino.
Le ambientali catturate a bordo dell’auto di Marrone registrano i dialoghi concitati, le manovre elusive nei vicoli e persino le risate di scherno dei sodali mentre incrociano le pattuglie delle forze dell’ordine:
Mauro Marrone: “Inizia a mangiare devo andare a fare un attimo un servizio con loro… devono andare ad accompagnare a quello al carcere! … a Pasquale! … a Secondigliano… ad Avellino lo stanno accompagnando! … Totore… prendi la macchina! … Sta girando?… Sta girando! Sono guardie ragazzi! Vattene appresso a questo! Sali la busta sopra! … prendi a questo! Gaetano vattene per giù e salitene per sopra vai!”*Salvatore Lami:”Aspetta che esce e poi facci la chiamata! …”Mauro Marrone:”Spiedino! Esci con questa macchina e mettiti nel vico! Fammi vedere cosa fa quella macchina! … aspettami nel vico! … portatelo voi! Portatelo voi, poi dopo voi scendete nel vico e rimanete e poi scende Gaetano di là! … eh lo accompagnate qua fuori!… Gaetano… ma questo dove sta? … Gaetano vieni qua!… Antony ti serve? Antony ti serve? Antony ti serve? Antony scendi fai presto! … vi fermate con la macchina fuori al vico là… no, no, qua, qua! Fuori al coso dei camper! Vi fermate 5 minuti in macchina! Perché se quelli sono guardie quelli li fermano e voi tenete la patente! Io li sto accompagnando e sto ritirando una macchina perché la macchina è di mio figlio! Sali qua! Sali… vai! … Sta camminando ohhhh ohhh! Totore vai, vai dietro, vai dietro, vai dietro, vai dietro … non vi fermate camminate camminate! … Sono guardie dai! So guardie dai! So guardie dai! Sono guardie! Ahahahahaha”.
Il piano riesce solo a metà: Pasquale si costituisce effettivamente ad Avellino, ma sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna bloccano e identificano l’intero comitato di accoglienza: Antonio Nobile alias *”Spiedino”*, tutti giunti sul posto a bordo di una Fiat Panda nera noleggiata per l’occasione.