

Gli attori di Vesuvioteatro
Castellammare di Stabia e il suo centro storico tornano tra le tappe della settima edizione di Racconti per Ricominciare, il festival diffuso e itinerante al tramonto nei siti storici della Campania. Vesuvioteatro, cuore e anima organizzativa della rassegna, affida anche quest’anno la direzione artistica a Claudio Di Palma, con la consulenza del giornalista e critico teatrale Giulio Baffi.
Il festival, inaugurato il 22 maggio e in programma fino al 7 giugno 2026, propone sedici appuntamenti che intrecciano la memoria di Annibale Ruccello, l’eredità di Eduardo De Filippo e le voci della grande letteratura internazionale. Dalla Reggia e dal Parco Urbano del Granatello di Portici all’eleganza antica di Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano, passando per la storica armonia di Villa Campolieto ad Ercolano, fino alle date speciali di Capri, Anacapri e Lettere, il festival compone una geografia teatrale che attraversa i luoghi più simbolici della Campania. A Lettere, l’incontro a ingresso gratuito Racconta il tuo libro ospiterà Maurizio De Giovanni in dialogo con Giulio Baffi, Aldo Putignano e Valentina De Giovanni sul suo nuovo romanzo Il tempo dell’orologiaio.
In questo percorso itinerante, la tappa di Castellammare di Stabia — che ha già accolto il pubblico lo scorso weekend e che tornerà in scena il 29 e il 30 maggio — si configura come un’ emozionante esperienza immersiva nel materiale fiabesco che Annibale Ruccello e Lello Guida elaborarono negli anni della loro collaborazione. Un ritorno a casa simbolico per il compianto drammaturgo stabiese, proprio nell’anno in cui si celebra un doppio anniversario: 70 anni dalla nascita, avvenuta nel 1956, e 40 dalla morte prematura, nel 1986.
Lo spettacolo Le fiabe di Ruccello crea una connessione emotiva e territoriale al tempo stesso. Le chiese di Gesù e Maria e del SS. Crocifisso e Anime Sante del Purgatorio — luoghi che ospitano le rappresentazioni — diventano un palcoscenico naturale in cui riecheggiano il linguaggio e l’immaginario dell’illustre cittadino stabiese. L’atmosfera sospesa del sacro si mescola con il profano e il comico di racconti solo in apparenza semplici, ma attraversati da una profonda carica emotiva. In scena si susseguono simboli e archetipi della struttura mitica, nei quali lo spettatore non solo può riconoscersi, ma ritrovarsi attraverso le proprie esperienze.
L’omaggio ad Annibale Ruccello, affidato alla regia di Luciano Melchionna e all’adattamento di Monica Citarella, che conserva la lingua dell’artista come fulcro espressivo, è un mix di sapienza popolare e contrasti potentissimi. In una nota sul festival, Melchionna scrive: «si danza tra Ruccello e Guida, sprofondando nella terra; si danza tra le stelle, dentro e fuori la fiaba, dentro e fuori di noi». E quella terra in cui si danza tra mito e realtà è un luogo preciso: le chiese del Centro Antico, dove lo spettacolo prende forma e si compie come un ritorno alle origini dell’artista scomparso, un dialogo con la sua identità e con la memoria collettiva. È uno spazio che il pubblico riabita temporaneamente, per assistere a una meravigliosa alternanza di piani — tra memoria e contemporaneità — come in un affascinante viaggio attraverso le fiabe.
E in questo montaggio drammaturgico, avvolto dal mistero della componente esoterica e popolare della scrittura ruccelliana, gli straordinari attori Renato Bisogni, Pako Loffredo, Irene Isolani e Ingrid Sansone attraversano lo spettacolo con autentica maestria. Con la loro presenza scenica rivitalizzano la tradizione popolare stabiese con le antiche posture e una verve verbale tagliente, ironica e profondamente espressiva, capace di rapire l’attenzione del pubblico e di condurlo proprio dentro il cuore di quel viaggio fiabesco.
In un centro storico che continua a evocare la presenza poetica di Annibale Ruccello, grazie all’ottima interpretazione di chi ne ha colto l’anima artistica e la profonda umanità, partecipare alle repliche del 29 e 30 maggio diventa un’occasione da cogliere al volo. Perché Le Fiabe di Ruccello uniscono il pubblico nel segno della sua rilevanza culturale — non solo territoriale — e, perché a quarant’anni dalla scomparsa, la sua voce artistica non smette di brillare; di propagarne l’universo narrativo.
Prevendite: www.azzurroservice.net Info e prenotazioni: www.vesuvioteatro.org – Tel. 0812514145 – WhatsApp 3384065894 – Email: info@vesuvioteatro.org