Campi Flegrei, scossa di magnitudo 2.6 avvertita tra Pozzuoli e Napoli

Una nuova scossa di terremoto ha interessato nel pomeriggio l’area dei Campi Flegrei. Il sisma, di magnitudo 2.6, è stato registrato alle 16.06 con epicentro nella zona flegrea e ipocentro a circa tre chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita distintamente in diversi quartieri di Napoli, in particolare ai piani alti degli edifici, oltre che nei comuni dell’area occidentale del capoluogo campano.

Secondo le prime verifiche non si registrano danni a persone o cose. L’evento rientra nel quadro dell’attività bradisismica che da anni interessa la caldera flegrea, una delle aree vulcaniche più monitorate al mondo.

Il fenomeno del bradisismo — il lento sollevamento e abbassamento del suolo — è tornato ad accelerare dal 2005, accompagnato da un progressivo aumento della microsismicità. Gli esperti dell’INGV e della Protezione Civile spiegano che il terreno continua a sollevarsi a causa della pressione esercitata dai gas e dai fluidi presenti nel sottosuolo vulcanico.

Negli ultimi due anni l’area ha vissuto momenti di forte tensione sismica. Nel maggio 2024 e nel maggio 2025 si sono registrate scosse fino a magnitudo 4.4, mentre il 30 giugno 2025 un evento di magnitudo 4.6, con epicentro in mare, è stato tra i più forti mai registrati nella crisi recente dei Campi Flegrei.

I dati più recenti indicano tuttavia una fase relativamente più stabile rispetto ai mesi precedenti. I bollettini settimanali parlano di un numero ridotto di eventi sismici e di magnitudo generalmente basse, anche se gli studiosi sottolineano che la crisi bradisismica è ancora in corso e non può essere considerata conclusa.

La Protezione Civile mantiene per i Campi Flegrei il livello di allerta gialla, che corrisponde a una fase di attenzione rafforzata. Il monitoraggio resta costante attraverso reti sismiche, satellitari e geochimiche che controllano deformazioni del suolo, emissioni di gas e attività fumarolica.

Negli ambienti scientifici internazionali cresce intanto l’attenzione sull’evoluzione della caldera. Studi recenti evidenziano che il sollevamento del suolo e la sismicità mostrano una tendenza accelerata rispetto agli anni passati, pur senza indicazioni di un’eruzione imminente. Gli studiosi parlano di un sistema vulcanico in progressiva pressione, il cui comportamento resta però difficile da prevedere.

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Federica Annunziata

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