Angri, le immagini dell’uomo evirato circolano sui social. Gli avvocati: «Sciacallaggio, denunceremo»

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La vicenda riguarda un cittadino del Bangladesh, vittima nei primi giorni di maggio di una grave violenza domestica ad Angri, in provincia di Salerno. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo sarebbe stato narcotizzato e poi mutilato dalla moglie durante il sonno. Ricoverato d’urgenza, è ora assistito in un clima di comprensibile riservatezza.

Nelle ultime ore, tuttavia, fotografie che ritraggono il paziente in un momento di estrema vulnerabilità – insieme a elementi clinici riconducibili all’intervento subìto – hanno cominciato a diffondersi in rete attraverso applicazioni di messaggistica e social network.

La denuncia dei legali

Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che seguono il caso, hanno definito la diffusione di queste immagini «un episodio di una gravità inaudita, un vero sciacallaggio mediatico». In una nota, i due professionisti hanno annunciato il deposito di una denuncia finalizzata a dare un nome all’autore degli scatti e a tutti i soggetti che hanno contribuito alla loro circolazione.

«Un dramma umano e clinico – sottolineano – è stato trasformato in spettacolo virale. Chi ha diffuso quel materiale dovrà risponderne sia in sede penale sia in sede civile».

Ipotesi di fuga dall’ambiente ospedaliero

Secondo i difensori, la tipologia delle fotografie lascia «ipotizzare una diffusione avvenuta dall’interno dell’ambiente sanitario o comunque ad opera di persone che avevano accesso diretto al paziente durante le cure».

Per questo, oltre all’accertamento delle responsabilità individuali, i legali chiederanno di verificare se sussistano violazioni dei protocolli di sicurezza e di tutela della privacy da parte della struttura ospedaliera che ha in carico l’uomo.

L’obiettivo è duplice: ottenere giustizia per la vittima di una duplice violenza – quella fisica, già oggetto di indagine, e quella mediatica – e richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere la dignità delle persone più fragili anche dentro i luoghi di cura.

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Federica Annunziata

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