

Le cassette di sicurezza depredate
Napoli – La filiale ha riaperto i battenti e, fin dalle prime luci del mattino, si è registrato un viavai di clienti comprensibilmente in ansia, accorsi per verificare di persona l’integrità dei propri beni. Ma osservando la scena del crimine e analizzando le prime evidenze investigative, sorge una riflessione cruciale.
Perchè le cassette di sicurezza? Perché solo alcune e non le altre? I rapinatori della Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro sono andati a colpo sicuro? Sapevano dove colpire? E se così fosse prende sempre più corpo l’ipotesi di un basista. Di qualcuno che ha segnalato alla banda dove colpire.
Le forze dell’ordine si muovono ora su binari paralleli. Da un lato, c’è il lavoro certosino della Scientifica, concentrata nella ricerca delle eventuali tracce biologiche o impronte lasciate dai banditi. Si setacciano i veicoli eventualmente utilizzati per la fuga, i locali interni della banca e, soprattutto, la pesante strumentazione da scavo abbandonata nel reticolo fognario. Dall’altro lato, prende quota un filone investigativo molto delicato che sta profilando i clienti stessi.
Stando ad alcune indiscrezioni — rilanciate anche dalle edizioni del Tgr Campania — nel mirino degli “specialisti del buco” ci sarebbero state figure specifiche della zona. Tra queste spiccherebbe il profilo di un soggetto noto alle forze dell’ordine, da poco tornato in libertà, che secondo i rumors potrebbe aver custodito nella sua cassetta ingenti capitali di provenienza non tracciabile. Un dettaglio che, se confermato, darebbe alla vicenda i contorni di un colpo su commissione.
A rendere il quadro ancora più critico è il fattore tempo, unito a una presunta sottovalutazione del rischio. Gli investigatori stanno ascoltando decine di persone, stringendo il cerchio su coloro che abitano o gestiscono attività commerciali nelle adiacenze dell’istituto di credito. In questo contesto, è emersa la testimonianza dirompente del direttore di un vicino supermercato.
Ai microfoni delle emittenti televisive, l’uomo ha raccontato un particolare sconcertante: i rumori provenienti dal sottosuolo erano chiaramente udibili già da mesi. Erano stati fatti dei tentativi per lanciare l’allarme, caduti però nel vuoto. Una falla nel sistema di controllo territoriale che oggi, a casseforti aperte, suona come un pesante atto d’accusa.
È bastata una frase attribuita ad Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, per accendere una… Leggi tutto
Roma - 'Meu amor', l'estetista brasiliana, è un prezzo che Valter Lavitola non aveva messo… Leggi tutto
Mattinata di paura a Martina Franca, nei pressi di Palazzo Ducale, dove un cittadino di… Leggi tutto
Si allarga a macchia d’olio il fronte dei turisti rimasti a terra dopo avere pagato… Leggi tutto
Il concerto del 12 settembre 2026 si annuncia come il più importante della carriera del… Leggi tutto
Era sottoposto al divieto di avvicinamento alla ex compagna e ai luoghi da lei frequentati,… Leggi tutto