

Nella foto i lavoratori della Trasnova durante una protesta dei mesi scorsi
Si chiude con un dietrofront la procedura di licenziamento collettivo avviata da Trasnova, realtà attiva nella logistica per gli stabilimenti italiani di Stellantis. Questa mattina l’azienda ha ritirato i provvedimenti per i 94 lavoratori coinvolti, 53 dei quali operano nel sito produttivo di Pomigliano d’Arco, e ha contestualmente attivato la cassa integrazione per cessazione di attività, che sarà operativa fino al 31 dicembre.
L’annuncio è arrivato a poche ore dall’efficacia dei licenziamenti. Giuseppe Raso e Aniello Graziano, segretari di Fismic Napoli, hanno spiegato: «La richiesta di ammortizzatori sociali era stata avanzata oltre un anno e mezzo fa. Ora l’azienda ha accolto l’istanza, comunicando il raggiungimento di un accordo con Stellantis. Questo periodo transitorio consentirà a due realtà imprenditoriali interessate di avviare le procedure per assorbire parte del personale».
La vertenza si inserisce in un contesto più ampio. Nel corso di un incontro svoltosi questa mattina al Ministero del Lavoro, le società Trasnova, Logitech e Teknoservice hanno ritirato tutte le procedure di licenziamento in essere. Lo segnalano, in una nota congiunta, le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, sottolineando che viene così scongiurato il taglio di oltre 230 posti di lavoro. I rappresentanti dei lavoratori attendono ora la convocazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per confrontarsi sui piani industriali dei due potenziali nuovi imprenditori che hanno manifestato interesse al subentro.
La vigilia della svolta è stata accompagnata, ieri sera, da un momento di raccoglimento presso lo stabilimento Euronut di Sperone, in provincia di Avellino. Monsignor Francesco Marino, vescovo di Nola, ha dedicato il suo pensiero ai dipendenti di Trasnova, riuniti in una veglia di preghiera: «Il lavoro non è un aspetto secondario della vita: è dimensione essenziale. Oggi il mio pensiero va a chi ha visto il proprio posto a rischio, insieme al futuro delle proprie famiglie. Chi ha responsabilità deve sentire il dovere di trovare una soluzione, mettendo al centro la persona e il bene comune».