Colpo al Vomero, rabbia e lacrime davanti alla banca: «Spariti i ricordi di una vita»

Napoli– Al calare del sole, Piazza Medaglie d’Oro non ha ritrovato la calma. Se nel pomeriggio il timore era per l’incolumità degli ostaggi, la serata è stata segnata dall’angoscia di chi, in quel caveau ora violato, custodiva i risparmi e i segreti di una vita. Decine di titolari di cassette di sicurezza sono accorsi davanti alla filiale della Credit Agricole, dando vita a una protesta spontanea e vibrante.

Il clima, fattosi pesante per l’assenza di interlocutori ufficiali dell’istituto di credito, ha richiesto la massima attenzione da parte delle autorità presenti.

Momenti di attrito e l’assenza dei vertici

La mancata presenza dei dirigenti della banca sul luogo del delitto ha esasperato gli animi. I cittadini, alla ricerca di risposte certe sul destino dei propri beni, hanno manifestato il proprio disappunto in modo acceso. In questo contesto di forte emotività, anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, giunto sul posto per testimoniare solidarietà, è stato coinvolto nella contestazione della folla, rendendo necessario il suo allontanamento sotto la protezione della scorta per evitare che la situazione degenerasse.

Il bilancio del furto, sebbene ancora lontano da una quantificazione definitiva, si preannuncia ingente. Oltre al valore economico, emerge il dramma umano: molti correntisti, tra le lacrime, hanno denunciato la perdita di gioielli di famiglia, documenti irripetibili e ricordi che nessun risarcimento potrà mai restituire. Si apre ora la complessa partita dei rimborsi: se per chi aveva stipulato polizze assicurative adeguate si prospetta un indennizzo, resta l’incognita per chi deteneva beni non dichiarati o non coperti da garanzie accessorie.

Le telecamere al setaccio e la pista dei professionisti

Sul fronte investigativo, i Carabinieri lavorano senza sosta. Il nucleo della Scientifica ha terminato il primo esame della filiale, mentre gli esperti informatici stanno passando al setaccio ogni singolo fotogramma delle telecamere di sorveglianza interne e dei sistemi di videosperperanza pubblica del quartiere Arenella.

Dall’incrocio tra le immagini e le testimonianze degli ostaggi, che hanno passato oltre due ore a stretto contatto con i malviventi, emerge un quadro sempre più nitido. La professionalità dimostrata nel gestire la crisi, la conoscenza dei percorsi sotterranei e le inflessioni linguistiche portano gli inquirenti verso un’unica direzione: una “paranza” di specialisti del sottosuolo, un gruppo altamente addestrato con base logistica nei Quartieri Spagnoli. L’ipotesi che la banda abbia beneficiato di informazioni privilegiate rimane uno dei pilastri dell’inchiesta coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri.

Colpo al Vomero, rabbia e lacrime davanti alla banca: «Spariti i ricordi di una vita»

 

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Rosaria Federico

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