Ponticelli, colpo partito per errore: la versione di Francescopio Autiero davanti al giudice

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Rosaria Federico
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Napoli – Il 23enne fermato per la morte di Fabio Ascione sceglie il silenzio ma rilascia dichiarazioni spontanee. Convalidato il fermo e disposto il carcere. Coinvolto anche un minorenne: per lui accuse legate alle armi.

La resa dopo giorni di fuga

Dopo quasi una settimana di irreperibilità, si è consegnato ai carabinieri alla vigilia dei funerali della vittima. Francescopio Autiero, 23 anni, originario di Ponticelli, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida del fermo con l’accusa di aver causato la morte di Fabio Ascione.

Davanti al gip, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere, scegliendo tuttavia di rendere dichiarazioni spontanee. «Avevo la pistola tra le mani. Stavo raccontando quello che era successo, ma il colpo è partito per errore. Non volevo uccidere il mio amico», ha affermato, esprimendo anche dolore per l’accaduto.

La decisione del giudice

Al termine dell’udienza, dopo una lunga camera di consiglio, il giudice ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Leopoldo Perone e Simone Grossi, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso al tribunale del Riesame nei prossimi giorni, contestando il provvedimento restrittivo.

Il coinvolgimento del minorenne

Parallelamente, nei giorni precedenti, si era svolta l’udienza relativa a un secondo giovane coinvolto nella vicenda, un diciassettenne identificato come K.V.

Anche in questo caso il procedimento si è concluso con un momento di forte tensione emotiva e con dichiarazioni ammissive. Tuttavia, per il minorenne non è stata contestata l’ipotesi di omicidio volontario, bensì reati legati alla detenzione e al porto di armi.
Secondo quanto emerso, il ragazzo avrebbe guidato lo scooter sul quale si trovava Autiero poco prima degli eventi.

La ricostruzione degli investigatori

L’episodio si è verificato nelle prime ore del mattino di martedì santo, intorno alle cinque, in viale Carlo Miranda, nel quartiere Ponticelli.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, pochi minuti prima della morte di Ascione, Autiero avrebbe preso parte a uno scontro a fuoco nei pressi di un esercizio commerciale della zona, in un contesto di tensioni tra gruppi contrapposti provenienti da aree limitrofe.

Gli investigatori stanno approfondendo i rapporti tra i soggetti coinvolti e ambienti già noti alle forze dell’ordine, con l’obiettivo di chiarire dinamiche e responsabilità.

Un contesto ancora da chiarire

Restano diversi aspetti da definire, a partire dall’esatta dinamica dello sparo che ha colpito la vittima. La versione fornita da Autiero — che parla di un colpo accidentale — sarà ora oggetto di ulteriori verifiche investigative e peritali.

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