Napoli, colpo alle cassette di sicurezza: cosa fare per ottenere il risarcimento

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La rapina alla filiale del Crédit Agricole di Napoli stile ‘Casa di Carta’ colpisce solo i clienti. In un colpo solo è come se i banditi fossero entrati in oltre 300 abitazioni e rapinato tutti i beni di famiglia.

Soldi, gioielli, documenti, titoli, buoni o magari solo oggetti di grande valore affettivo il contenuto delle cassette di sicurezza svuotate dai rapinatori per ora è incalcolabile.

E quindi, si cerca di quantificare il danno, mentre gli inquirenti cercando di trovare una pista per risalire ai banditi che hanno assaltato la banca e tenuto in ostaggio 25 persone. Un’operazione che richiederà giorni, se non mesi, perchè riguarda i singoli titolari delle cassette di sicurezza svuotate dai rapinatori.

Gli stessi clienti preoccupati si sono radunati, già ieri sera, davanti alla filiale della banca al Vomero, cercando notizie e rassicurazioni.

Anche per loro è il momento di capire se sono tra i derubati o tra i fortunati.

L’istituto di credito dovrà accertare quali e quante cassette sono state violate e svuotate e convocare i clienti intestatari.

A quel punto ognuno di loro dovrà presentare una denuncia con perizia giurata alle forze dell’ordine, elencando quali erano i beni contenuti e il loro valore, cercando di fornire più prove possibili sul reale contenuto (foto, documenti, perizie). Solo in quel momento potrà partire la ‘macchina’ dei risarcimenti.

I contratti standard di affitto delle cassette prevedono massimali di risarcimento di circa 50mila euro, estendibili a 150mila su richiesta del cliente nel caso i beni custoditi siano di ingente valore.

 Cosa fare per ottenere il risarcimento

Dopo la rapina di ieri, il nodo principale è che il cliente riesca a dimostrare il contenuto della cassetta e chiedere di essere risarcito.

In ogni caso per ognuno dei clienti, il danno è incalcolabile. Difficilmente la refurtiva sarà recuperabile.

Quello di ieri è stato davvero un colpo molto particolare. Studiato nei minimi particolari e messo a segno da veri professionisti che hanno utilizzato tecniche ‘antiche’ (la fuga attraverso i cunicoli) e sicuramente tecniche molto all’avanguardia.

Innanzitutto, al momento gli inquirenti non hanno tracce del ‘bottino’. I banditi potrebbero aver preso soldi, gioielli, pietre preziose e titoli al portatore che non possono essere rintracciati o identificati nei meandri del mercato nero visto, che non vi sono ancora le denunce dei titolari delle cassette. Il paradosso è che senza denuncia particolareggiata è come se non ci fosse la refurtiva.

E questo per i rapinatori è un grande vantaggio. Già da ieri sera, ipoteticamente, i gioielli potrebbero essere stati divisi e venduti. L’obiettivo dei banditi, probabilmente, era principalmente l’oro. I soldi, nel caso fossero stati trovati, potrebbero essere già stati messi al sicuro.

Senza lasciare più traccia.

I banditi hanno ‘giocato’ alla lotteria. Una roulette che potrebbe aver fruttato poche centinaia di migliaia di euro o milioni di euro. E fino a quando non sarà quantificata e ‘inventariata’ la refurtiva, la banda della ‘Casa di carta’ napoletana potrà avere un grande vantaggio sulle forze dell’ordine.

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Rosaria Federico

Si occupa di contenuti informativi con un focus sulla comprensione dei temi di attualità. Rosaria Federico, editor per Cronache della Campania, si impegna a rendere accessibili argomenti complessi, facilitando il dialogo tra la realtà locale e il contesto più ampio. Grazie alla sua esperienza, contribuisce a una narrazione chiara e incisiva, fondamentale per il lettore interessato a comprendere meglio gli eventi del momento.

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