Cessione Salernitana: Iervolino frena su Rufini, spunta Andrea Langella e la piazza insorge

La cessione della Salernitana continua a trasformarsi in una telenovela dai contorni sempre più incerti. Mentre il passaggio di mano tra Danilo Iervolino e l’imprenditore romano Cristiano Rufini sembra essere giunto a un binario morto, all’orizzonte si profila un nuovo scenario che sta già scatenando feroci polemiche tra la tifoseria granata.

Dopo il naufragio del rogito con il gruppo Antares, l’ex presidente della Juve Stabia si fa avanti insieme all’imprenditore di San Valentino Torio, Salvatore Perrella. Ma i tifosi dicono no: pesano i debiti di Castellammare e la storica rivalità.

Il naufragio della pista Rufini

L’incontro con il notaio Occorsio, fissato per la firma definitiva, è saltato. Dopo una notte di riflessioni, Danilo Iervolino ha deciso di fermarsi, sancendo quello che appare come un addio definitivo alla trattativa con Cristiano Rufini (Olidata/Antares).

A pesare sono state le distanze sulle garanzie fideiussorie e la pretesa dell’acquirente di avere immediata manovra sui costi fissi — tra cui il nuovo sponsor tecnico e lo staff — prima ancora del via libera della FIGC, atteso non prima di 20-30 giorni. Con la scadenza del 20 aprile ormai imminente, il rischio di un nuovo nulla di fatto ha spinto i consulenti di Iervolino a consigliare la massima prudenza, riaprendo ufficialmente il “casting” per la vendita del club.

L’asse Langella-Perrella: l’offerta che scotta

In questo vuoto di potere si è inserito Andrea Langella. L’imprenditore vesuviano, che ha recentemente ceduto la Juve Stabia al fondo americano Solmate (ex Brera Holdings), starebbe studiando una proposta d’acquisto supportato dall’avvocato Francesco Finnamò e da Salvatore Perrella, noto imprenditore di San Valentino Torio.

Perrella è una figura ben conosciuta nel panorama calcistico campano, avendo guidato in passato la squadra del suo comune e, successivamente, l’Agropoli in Serie D, oltre a essere a capo di un importante network di distribuzione nel settore HoReCa (Perrella Distribuzione).

Il muro della piazza: “No a a un ex Juve Stabia”

La notizia di un possibile approdo di Langella a Salerno ha però innescato una vera e propria rivolta social e di piazza. I tifosi della Salernitana non gradiscono il profilo dell’ex patron delle “Vespe” per due motivi principali. Il primo è di natura ambientale: la rivalità storica e accesa tra le tifoserie di Salerno e Castellammare di Stabia rende Langella un nome indigesto a prescindere dalle capacità manageriali.

Il secondo motivo, decisamente più pragmatico, riguarda la salute finanziaria. Stando ai dati che circolano con insistenza negli ambienti vicini al club, la gestione Langella a Castellammare avrebbe lasciato un’eredità pesante: a bilancio figurerebbero circa 1,5 milioni di euro di debiti verso i fornitori e altri 1,4 milioni verso i procuratori. Cifre che terrorizzano una piazza che teme, dopo l’era Iervolino, un “salto nel vuoto” o, peggio, una gestione poco solida capace di compromettere il futuro del cavalluccio marino.

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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