Sal Da Vinci chiarisce: «Nessuno spot per Meloni con la mia canzone»

Napoli – Una giornata divisa tra il riconoscimento delle istituzioni, i chiarimenti politici e un profondo cordoglio cittadino. A margine della cerimonia al Maschio Angioino, dove ha ricevuto la medaglia della città di Napoli per celebrare il suo trionfo all’ultimo Festival di Sanremo, Sal Da Vinci ha affrontato i cronisti smentendo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore e mostrando la sua vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore.

Il “giallo” del referendum e la telefonata della premier

Il primo punto a essere chiarito riguarda il destino del suo brano vincitore, Per sempre sì. Nelle ultime ore si era rincorsa la voce di una richiesta diretta da parte della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per utilizzare la canzone come inno della campagna referendaria a sostegno del “Sì”. Un’ipotesi che l’artista ha smentito categoricamente: “Non mi ha chiesto di usare la canzone per il referendum, sono parole che volano nel web e diventano gigantesche”.

Il cantautore napoletano ha poi ridimensionato i contatti con Palazzo Chigi, confermando di aver sentito la premier, ma solo per un rapido scambio di cortesie: “Mi ha chiamato facendomi i complimenti per la vittoria a Sanremo ed è finita lì. È stata una telefonata durata trenta secondi, anche perché aveva altre cose molto più importanti di cui occuparsi rispetto alla mia vittoria”.

Il lutto per Domenico: “È il figlio di tutti”

Dal palcoscenico di Sanremo alla dura realtà della cronaca locale, il tono di Sal Da Vinci si è poi fatto grave quando ha affrontato il tema della tragica scomparsa di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. In segno di rispetto per il dolore della famiglia e per non sovrapporsi ai funerali, l’artista nei giorni scorsi ha deciso di rinviare di 24 ore la grande festa organizzata nel suo quartiere.

“Ho sentito Patrizia, la mamma del piccolo, e suo marito proprio un minuto prima di scendere dall’auto”, ha raccontato un commosso Da Vinci. “Ho chiesto loro umilmente di svuotare questa rabbia che hanno dentro, perché è fondamentale, anche per sostenere gli altri due figli”. Un dolore che esce dalle mura di casa e investe l’intera città: “È un dolore di tutta la famiglia, ma soprattutto di tutta la comunità. Domenico è il nostro figlio, non è solo il figlio di Patrizia. Se nel mio piccolo hanno bisogno di una parola di conforto, io ci sono”.

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