Napoli, il «vuoto di potere» al rione Sanità dopo il blitz

L’ordinanza firmata dal gip Simona Capasso, su disposizione della Dda di Napoli che ha smantellato il nuovo sistema camorra del rione Sanità non è solo un atto giudiziario, ma un intervento che decapita la catena di comando di uno dei settori più strategici dello scacchiere criminale napoletano.

Colpire contemporaneamente il clan Mauro e il gruppo Savarese-Pirozzi significa scardinare l’equilibrio precario del Rione Sanità e, di riflesso, alterare i pesi all’interno del cartello dei Mazzarella.

L’inchiesta e il blitz hanno creato ripercussioni sugli equilibri di Napoli Centro:

1. Il “Vuoto di Potere” nel Rione Sanità

La Sanità è storicamente un territorio “fluido” dove le egemonie durano pochi anni. Il blitz rimuove figure di vertice come Ciro Mauro e i referenti dei Savarese.

Il rischio di una nuova faida: Quando i capi storici finiscono in cella, lo spazio viene occupato dai cosiddetti “fantasmi” (affiliati di basso profilo scampati all’arresto) o dai “rampolli” giovanissimi. Questo vuoto potrebbe innescare una nuova stagione di “stese” per ridisegnare i confini delle piazze di spaccio.

La frammentazione: Senza una direzione unitaria (come quella imposta da Mauro con gli “stipendi” fissi), il racket delle estorsioni potrebbe diventare selvaggio e disorganizzato, aumentando la pressione sui commercianti del quartiere.

2. Il contraccolpo per il cartello Mazzarella

Dall’ordinanza emerge chiaramente che il gruppo Savarese gravitava nell’orbita dei Mazzarella.

L’arretramento tattico: Per i Mazzarella, perdere i referenti della Sanità significa perdere “occhi e braccia” in un punto nevralgico che collega il centro storico alla zona collinare.

L’opportunità per i Contini/Alleanza di Secondigliano: Il potente cartello rivale (l’Alleanza di Secondigliano), che controlla zone limitrofe come il Vasto e l’Arenaccia, potrebbe approfittare dell’indebolimento dei Mazzarella alla Sanità per tentare infiltrazioni, magari offrendo protezione alle piazze rimaste senza “copertura” criminale.

3. La crisi del “Sistema delle Piazze”

L’inchiesta ha svelato un meccanismo di tassazione interna brutale: anche i piccoli spacciatori dovevano pagare la “settimana” ai Mauro o ai Savarese.

Collasso economico: Con 22 arresti e il sequestro di contabilità e armi (spesso nascoste nelle fognature o in intercapedini), il flusso di cassa dei clan subisce un arresto violento.

Ribellione o Sostituzione: I pusher “autonomi” potrebbero sentirsi temporaneamente liberi dal giogo del pizzo, ma la storia di Napoli insegna che a un clan che cade se ne sostituisce quasi sempre uno nuovo, spesso più violento perché bisognoso di affermarsi rapidamente.

4. L’impatto sui “reati di settore”: il metodo del buco

Il coinvolgimento di specialisti come Vincenzo Nacarlo (accusato di furti miliardari via fognatura) indica che i clan della Sanità non vivevano di sola droga, ma fornivano logistica e “manovalanza d’eccellenza” per colpi in tutta la città.

Lo smantellamento di questa cella “acrobatica” riduce la capacità operativa del clan nel diversificare le entrate e priva l’organizzazione di quella liquidità immediata necessaria per finanziare l’acquisto di grosse partite di cocaina.

5. La pressione sul Cavone e Piazza Dante

L’ordinanza cita scontri a fuoco con il clan Lepre del Cavone.

Il blitz “congela” temporaneamente questo conflitto. Tuttavia, se i Lepre percepissero che i Savarese sono ormai troppo deboli, potrebbero tentare un’espansione territoriale verso la parte bassa della Sanità (via Foria/Piazza Cavour), portando la guerra fuori dai vicoli e nelle strade principali del centro.

Lo scenario “post-blitz”

Siamo di fronte a un momento di instabilità latente. Se le forze dell’ordine non presidieranno costantemente il territorio nei prossimi mesi, il rischio è che la Sanità torni a essere un “laboratorio criminale” per nuove alleanze trasversali, magari orchestrate da gruppi emergenti del Centro Storico (zona Decumani/Forcella) pronti a mettere le mani sulle ricche piazze di spaccio del Rione.

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