Cronaca Napoli

Napoli, 19enne accoltellato per difendere lo scooter: il ritorno delle «paranze» a Secondigliano

Pubblicato da
Gustavo Gentile

Napoli – Tre fendenti alla coscia, la paura che corre lungo il filo della notte e il rumore di un motore che, per pochi istanti, ha rischiato di valere una vita umana.

È l’ennesimo sabato di sangue quello che si è consumato nelle periferie a nord di Napoli, dove la violenza sembra essere l’unica legge applicata tra i casermoni di cemento e le strade poco illuminate che collegano la città alla provincia.

L’aggressione al “Limitone”

Vittima dell’agguato un giovane di 19 anni originario di Minturno, nel basso Lazio. Il ragazzo stava percorrendo via Limitone d’Arzano, una terra di nessuno che segna il confine labile tra il quartiere di Secondigliano e il comune di Arzano. Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe stato affiancato da un commando di ignoti – probabilmente coetanei – decisi a portargli via lo scooter. Al tentativo di resistenza, o forse per pura gratuita ferocia, sono spuntate le lame.

Tre coltellate hanno raggiunto il ragazzo alla coscia, lasciandolo a terra mentre i malviventi si dileguavano nel dedalo di vie adiacenti. Il diciannovenne è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso del CTO, dove i medici hanno escluso il pericolo di vita, pur mantenendo la prognosi riservata.

 La notte nera di Secondigliano

L’episodio riaccende i riflettori su una ferita mai rimarginata: la sicurezza nelle aree periferiche. Via Limitone d’Arzano non è un luogo qualunque; è storicamente una delle arterie del malaffare, un corridoio strategico per i traffici illeciti dove lo Stato fatica a far sentire la propria presenza costante dopo il tramonto.

Il “Rito” della Rapina: Non si tratta più solo di microcriminalità. Il furto di scooter è diventato un rito di passaggio o una fonte rapida di guadagno per le “paranze” che controllano il territorio.

La violenza gratuita: Ciò che preoccupa gli inquirenti è l’escalation della ferocia. Un tempo la minaccia bastava; oggi si colpisce prima ancora di chiedere, per annichilire la vittima e prevenire ogni reazione.

L’isolamento delle periferie: Di notte, queste strade diventano zone franche. L’illuminazione carente e la scarsa videosorveglianza rendono il lavoro dei Carabinieri della Stazione di Secondigliano una sfida contro l’omertà e il buio.

Indagini in corso

I militari dell’Arma stanno setacciando la zona alla ricerca di telecamere private che possano aver ripreso la fuga degli aggressori. Si scava nel sottobosco della criminalità locale, cercando di capire se l’ordine sia partito dai ranghi di qualche clan emergente o se si tratti della spregiudicatezza di cani sciolti pronti a tutto per un bottino da pochi euro.

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