Salerno, tesori archeologici confiscati a un imprenditore: le opere arricchiranno il Museo di Pontecagnano

Salerno – Un pezzo di storia che torna alla collettività. Dalle teche private di un imprenditore alle sale pubbliche del museo. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca, emesso dalla Corte d’Appello, riguardante una serie di reperti di notevole interesse storico e archeologico, fino a oggi detenuti illegittimamente da un imprenditore locale.

Un viaggio dal VII secolo a.C. all’epoca romana

Il “tesoro” recuperato rappresenta un excursus storico di grande valore artistico. Tra gli oggetti confiscati figurano pezzi di raffinata fattura che abbracciano diversi secoli di storia antica:

Una lekythos e un’olpetta, vasi utilizzati nell’antichità per unguenti e oli, risalenti al III-IV secolo a.C.;

Tre anforette miniaturistiche, le più antiche del lotto, attribuibili al periodo tra il VII e il VI secolo a.C.;

Un’oinochoe (brocca per il vino) impreziosita da decorazioni geometriche, databile al VI secolo a.C.;

Una imponente anfora da trasporto di epoca romana, alta ben 93 centimetri.

L’indagine e il mancato titolo di possesso

Il recupero odierno chiude il cerchio su un’attività investigativa pregressa. Il sequestro originario dei manufatti era stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno durante un’operazione delegata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).

Il nodo centrale della vicenda giudiziaria ha riguardato la provenienza dei beni: l’imprenditore che li custodiva non è stato in grado di dimostrarne la legittima acquisizione, mancando di qualsiasi titolo idoneo al possesso, documento indispensabile quando si tratta di beni facenti parte del patrimonio indisponibile dello Stato.

Un nuovo patrimonio per la collettività

Con la decisione definitiva della Corte d’Appello di Salerno, i reperti sono stati consegnati ufficialmente oggi alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. La destinazione finale è prestigiosa: i beni andranno ad arricchire le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, uno dei siti di punta gestiti dalla Direzione regionale musei nazionali Campania.

Come sottolineato in una nota ufficiale, l’operazione ha permesso di restituire ai cittadini reperti che vanno a implementare “il già notevole patrimonio archeologico attualmente conservato ed esposto” nel polo museale picentino, trasformando un possesso privato illegittimo in una risorsa culturale pubblica.

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A. Carlino

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