Forcella, apre l’Ambulatorio Solidale: visite e farmaci gratuiti per chi non può permetterseli

Forcella cambia volto e trasforma un bene confiscato alla criminalità organizzata in un presidio dedicato alla salute e alla solidarietà. Ha aperto questa mattina, in via Giudecca Vecchia 29, all’interno di Casa Ariete, il primo Ambulatorio Solidale dell’associazione «Cura Sospesa».

Il progetto prende ispirazione dalla tradizione napoletana del caffè sospeso: chi può lascia una cura pagata per chi non riesce a sostenerne i costi. Il nuovo spazio offre un punto di accesso a visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci e, quando le risorse lo consentono, anche interventi chirurgici.

Le prestazioni vengono garantite attraverso una rete di strutture sanitarie e professionisti qualificati e non comportano costi per i beneficiari. Ogni richiesta viene valutata sulla base di criteri pubblici che comprendono urgenza clinica documentata, condizioni economiche, disponibilità di alternative rapide nel servizio pubblico e ricadute sulla vita quotidiana e lavorativa.

All’inaugurazione hanno partecipato cittadini, operatori sanitari, associazioni e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’assessore comunale Antonio De Iesu.

«Oggi l’accesso alle cure è un problema soprattutto per i più anziani, i più poveri e i più fragili. Avere la possibilità di avere un punto di accesso a un ambulatorio solidale che dà voce a questi bisogni, che spesso sono inespressi, è un bellissimo messaggio. Accresce il valore sociale di questo luogo», ha detto Manfredi.

Particolarmente forte il significato attribuito all’iniziativa da De Iesu, anche per la storia dell’immobile. «In questa casa sono stati decisi omicidi, strategie. Questo è un luogo che domina l’ex feudo dei Giugliano, si tratta di un messaggio veramente forte», ha sottolineato l’assessore.

«Questo posto negli anni ’80 era un feudo quasi impenetrabile, ma i colpi assestati dalle forze dell’ordine hanno devastato il clan che oggi non esiste più. Forcella può vivere una nuova vita», ha aggiunto De Iesu. «La trasformazione arriva dal basso. Quella di oggi è una bella giornata poiché è un segno forte della rigenerazione del quartiere e Cura Sospesa darà delle possibilità a chi possibilità non ne ha. Il terzo settore è fondamentale, ma va sostenuto».

Soddisfatta anche Anna Benedetta Torre, presidente dell’Associazione Ariete, che gestisce Casa Ariete e alla quale il bene confiscato è stato affidato. «Oggi viene restituito qui a Forcella un bene molto emblematico. Ci abbiamo messo due anni, forse di più. Non abbiamo mai gettato la spugna».

«Che questo sia un posto dove la comunità possa trovare una valvola di sfogo, un aiuto per le problematiche dei minori, degli adolescenti e delle famiglie. Abbiamo avuto la fortuna di intercettare un’associazione che fa la cura sospesa», ha proseguito Torre. «Noi diamo la prima risposta con la cura sospesa. È la cosa più bella che inizieremo a fare in questo luogo».

L’associazione chiarisce che il progetto non intende sostituire il Servizio sanitario nazionale, non garantisce tempi certi per l’erogazione delle prestazioni e non distribuisce utili. Le risorse raccolte vengono destinate alle finalità solidali, con una rendicontazione pubblica periodica.

«Con l’apertura dell’ambulatorio solidale, “Cura Sospesa” compie un passo importante: trasformare la solidarietà in un luogo reale di ascolto, prevenzione e cura», ha dichiarato il presidente Francesco Ivone.

«Vogliamo offrire un punto di riferimento a chi, pur lavorando e conducendo una vita normale, rischia di rinunciare alla salute per difficoltà economiche o tempi di attesa troppo lunghi. Qui non ci occuperemo di una singola malattia, ma della persona e del suo bisogno di cura», ha aggiunto Ivone.

Il progetto nasce dalla necessità di intervenire sul fenomeno della rinuncia alle cure per motivi economici o a causa delle lunghe liste d’attesa, con particolare attenzione alle aree della città dove le difficoltà economiche possono rendere più difficile l’accesso alle prestazioni sanitarie.

«Cura Sospesa» ha già avviato collaborazioni con «FisiOne», poliambulatorio e centro di fisioterapia privato del Rione Sanità, e con la Clinica Ruesch, struttura polispecialistica privata attiva a Napoli dal 1919. La rete resta aperta all’ingresso di nuove aziende e strutture sanitarie.

Così, in uno spazio che per anni è stato simbolo del potere criminale, prende forma un presidio dedicato a chi rischia di rinunciare a curarsi: una nuova funzione sociale costruita attraverso la solidarietà.

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Vincenzo Scarpa

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