

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
La morte di Umberto Sarnacchiaro, 64 anni, riaccende il dibattito sulla sicurezza di via Nuova Marina. Il ciclista è deceduto dopo essere stato investito mentre percorreva la strada. Sul caso sono in corso le indagini, che dovranno chiarire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere della Municipalità 1 Lorenzo Pascucci hanno incontrato Stefania, nipote della vittima. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Sarnacchiaro sarebbe stato travolto durante una manovra di sorpasso a destra effettuata ad alta velocità da due giovani, che sarebbero stati diretti allo stadio per la partita del Napoli. Una ricostruzione che dovrà essere verificata dagli investigatori.
I familiari denunciano inoltre che sul luogo della tragedia sarebbero ancora presenti tracce di sangue e che l’area non sarebbe stata ripulita. A destare particolare sconcerto è poi la segnalazione della scomparsa del borsello dell’uomo mentre si trovava esanime sull’asfalto.
«La tracolla è sparita. Oltre alla vita, gli hanno tolto la dignità. Finché non ci saranno i funerali, mio zio continuerò a vederlo qui, a terra», ha dichiarato Stefania.
Borrelli punta il dito anche contro le condizioni della strada e contro la sosta irregolare che, secondo la sua denuncia, restringerebbe la carreggiata.
«Quella di via Marina è una tragedia che non può essere derubricata a semplice incidente. Da anni denunciamo una strada dove la sosta selvaggia e la presenza permanente di veicoli e altri mezzi riducono la carreggiata e rendono pericolose anche le normali manovre», afferma il deputato.
«Se fosse stato possibile effettuare quel sorpasso senza la carreggiata ristretta da mezzi parcheggiati, forse oggi parleremmo di una storia diversa. Ma saranno le indagini ad accertarlo», aggiunge Borrelli.
Nel mirino finiscono anche le velocità elevate, soprattutto nelle ore notturne. «Di notte questa strada diventa spesso una pista per gruppi di giovanissimi che corrono a velocità folli», sostiene il parlamentare, chiedendo «controlli veri, limiti di velocità più stringenti e una revisione complessiva della viabilità».
Borrelli richiama inoltre l’esperienza di altre città e cita Bologna come esempio per l’introduzione del limite dei 30 chilometri orari, criticando al contempo l’operato del ministro dei Trasporti Matteo Salvini sul tema della sicurezza stradale.
Resta poi da chiarire la vicenda del borsello. «Se sarà confermato che il borsello di Umberto è stato rubato mentre lui giaceva morente o già morto sull’asfalto, ci troveremmo davanti a un gesto di una barbarie assoluta», afferma Borrelli. «Oltre alla vita, a quest’uomo sarebbe stata tolta anche la dignità. È inaccettabile».
Intanto la famiglia deve affrontare anche un’altra emergenza. Puffy, il cane di Umberto Sarnacchiaro, è rimasto solo e Stefania ha lanciato un appello per trovargli una nuova famiglia.
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