Saint Moritz – Si sono spente nel peggiore dei modi le speranze di ritrovare in vita Luciano Capasso, il 25enne originario di Qualiano, in provincia di Napoli scomparso da quasi una settimana sulle vette svizzere. Il corpo del giovane è stato individuato questa mattina, dopo che per cinque giorni il maltempo aveva reso vane le ricerche ad alta quota.
L’escursione e la bufera
Luciano, che lavorava come autista per un prestigioso hotel della zona, era uscito lo scorso martedì per un’escursione a circa 2.700 metri di altitudine. Quella che doveva essere una giornata di relax tra le montagne si è trasformata in trappola quando una violenta bufera di neve lo ha sorpreso, facendogli perdere l’orientamento e rendendo impossibile il rientro. Da quel momento, il silenzio.
Il profilo: un ex militare esperto
A rendere ancora più amaro il bilancio è la consapevolezza che il giovane non fosse un escursionista della domenica. «Luciano non era uno sprovveduto», ha dichiarato con forza l’avvocato della famiglia, Sergio Pisani, che insieme alla madre del ragazzo, Raffaella Grande, ha dato la notizia del ritrovamento.
Capasso vantava infatti un passato da militare, con un addestramento specifico per la sopravvivenza in condizioni climatiche estreme. Un dettaglio che aveva alimentato la fiducia dei soccorritori e dei cari nelle prime ore dalla scomparsa.
Il giallo dei soccorsi
Nonostante la tecnologia a disposizione, le operazioni di recupero sono state ostacolate per giorni dalle condizioni meteo avverse. Tuttavia, la famiglia solleva interrogativi pesanti sulla gestione dell’emergenza.
«Avevamo una geolocalizzazione precisa – spiega l’avvocato Pisani – ma il maltempo ha impedito il recupero, che stamattina con il sole è stato invece velocissimo. Mi chiedo se potessero essere utilizzati droni o altri mezzi tecnologici per trovarlo prima, nonostante la bufera.»
Il momento del dolore
Mentre la comunità di Qualiano si stringe attorno alla famiglia Grande-Capasso, l’attenzione resta alta sulle verifiche che le autorità svizzere dovranno compiere. «Vanno verificate molte circostanze – conclude il legale – ma in questo istante non c’è spazio che per il dolore». La salma del 25enne è ora a disposizione delle autorità per gli accertamenti di rito prima del rimpatrio in Italia.
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Fonte REDAZIONE





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