Nola– Il silenzio di via Circumvallazione è interrotto solo dal fruscio dei fiori deposti davanti a un altarino improvvisato. Nola si è svegliata così, sospesa tra l’incredulità e un dolore che toglie il fiato, per stringersi attorno alla famiglia di Domenico.
Il bimbo, appena due anni e quattro mesi, si è arreso ieri all’ospedale Monaldi dopo un calvario durato sessanta giorni, iniziato con l’impianto di un cuore che si è rivelato purtroppo danneggiato.
L’omaggio della comunità
Sull’asfalto e sui muri restano le tracce di una ferita collettiva. «Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande», recita lo striscione affisso a pochi passi dalla casa del piccolo. È il riassunto di una tragedia che ha colpito al cuore non solo i conoscenti, ma l’intera provincia.
Davanti alle transenne che proteggono i ceri, il pellegrinaggio è costante: madri che stringono i figli per mano, passanti che si fermano per un segno di croce, bar dove il solito chiacchiericcio mattutino ha lasciato il posto a commenti sussurrati e carichi di amarezza.
Il lutto cittadino
Le istituzioni hanno risposto immediatamente al sentimento della piazza. Il sindaco Andrea Ruggiero ha già annunciato che, per il giorno delle esequie, verrà proclamato il lutto cittadino. Un atto formale per un dolore che è già, nei fatti, di ogni abitante di Nola.
L’abbraccio di Napoli
Ma la commozione ha superato i confini della città dei Gigli, arrivando fino a Napoli. All’esterno dello stadio, i tifosi azzurri hanno voluto dedicare a Domenico un ultimo pensiero, affidandolo alle parole immortali di Pino Daniele: «Je sto vicino a te… pecchè ‘o munno è spuorc». Un verso che oggi suona come una denuncia e, insieme, come una ninna nanna per un bambino che avrebbe dovuto avere tutta la vita davanti.
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Fonte REDAZIONE





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