Cronaca Napoli

Ponticelli, scuola senza bagni, mamme in presidio: «Così lo Stato abbandona i bambini di periferia»

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Rosaria Federico

Napoli  – Una scuola “occupata” per disperazione. È la scelta di un gruppo di mamme dell’Istituto Comprensivo Eduardo De Filippo, nel quartiere Ponticelli di Napoli, che nella notte hanno dormito all’interno del plesso scolastico. U

n gesto estremo per denunciare la chiusura della scuola da quasi un mese: da qui, il 19 dicembre, 350 alunni – tra cui 35 con disabilità grave – non mettono più piede perché tutti i bagni sono fuori uso.

La protesta e l’appello al ministro

“Serve ridare dignità ai bambini di questo quartiere”, spiegano le madri in presidio. “Affrontiamo i disagi dell’occupazione per tutelare i nostri figli. La scuola è la base di tutto”. A loro si unisce il corpo docente, che in una lettera accorata e pubblica ha interpellato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Non una semplice segnalazione, ma “un appello nato dall’urgenza e dall’esasperazione”.

Gli insegnanti sottolineano di operare “in un contesto tra i più fragili della periferia napoletana”, dove la scuola rappresenta “l’unica presenza stabile dello Stato, l’ultimo baluardo contro marginalità e criminalità”. E ricordano con orgoglio un traguardo raggiunto nonostante tutto: “Negli ultimi tre anni siamo riusciti ad azzerare la dispersione scolastica”.

Il paradosso dell’edificio fantasma

A rendere la situazione “paradossale e grave”, come scrivono i docenti, è la presenza, nello stesso stabile diviso da un corridoio, di un edificio gemello: ristrutturato con 1,2 milioni di euro di fondi Pnrr, completato da oltre un anno, dotato di aule e servizi nuovi, ma mai consegnato alla scuola. “Il primo piano è formalmente destinato a noi, ma la consegna non è avvenuta”, denunciano. Intanto, gli alunni restano a casa o frequentano aule con umidità e intonaco deteriorato.

La dirigente Concetta Stramacchia aveva segnalato i gravissimi problemi idraulici già da novembre. L’assessore comunale Maura Striano assicura: “Sto seguendo la vicenda, c’è stato un primo intervento ma sono emerse altre criticità. L’impegno è trovare risorse per un secondo intervento”. Quanto all’edificio ristrutturato, “dopo il collaudo valuteremo una temporanea messa a disposizione”.

“Qui lo Stato rischia di abdicare”

La lettera degli insegnanti è un atto d’accusa netto: “Non siamo di fronte a un’emergenza imprevedibile, ma alle conseguenze di un’inerzia amministrativa”. E lanciano un monito: “Al Parco Conocal lo Stato rischia di abdicare. Abbiamo costruito relazioni e fiducia restando sul campo quando sarebbe stato più facile andarsene. Ora, scelte irresponsabili stanno smantellando questo lavoro”.

Chiedono l’“assegnazione istantanea” degli spazi già pronti e il ripristino della piena funzionalità del plesso storico. E concludono con un invito diretto al ministro: “La invitiamo a venire di persona per constatare. Noi continueremo a insegnare come atto di resistenza civile, ma non saremo complici silenziosi di questo smantellamento”.

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