Cronaca Napoli

Ponticelli, tregua istituto De Filippo: le mamme vincono la battaglia per le aule

Pubblicato da
Federica Annunziata

A Ponticelli, dopo giorni di proteste e tensione, l'Istituto Comprensivo “Eduardo De Filippo” trova una soluzione grazie all'accordo tra il Comune di Napoli e la dirigente scolastica, consentendo il trasferimento temporaneo degli alunni in un edificio adiacente e garantendo così la ripresa delle.

Napoli– Dopo giorni di barricate, occupazioni notturne e un ultimo, teso braccio di ferro che ha richiesto l’intervento della polizia, torna il sereno all’Istituto Comprensivo “Eduardo De Filippo” di Ponticelli.

Il Comune di Napoli, d’intesa con la dirigente scolastica Concetta Stramacchia, ha ufficializzato la soluzione che permetterà la ripresa regolare delle lezioni: il trasferimento temporaneo degli alunni in un edificio adiacente.

La svolta dopo la protesta

La mobilitazione, portata avanti con determinazione dalle madri del Rione Conocal, era esplosa lo scorso 19 dicembre in seguito alla chiusura del plesso per l’inagibilità dei servizi igienici.

La situazione è degenerata nella mattinata di ieri quando le mamme, esasperate dal silenzio delle istituzioni e preoccupate da voci (poi smentite) su una diversa destinazione d’uso dei nuovi locali, hanno impedito l’ingresso a scuola a docenti e dirigente. Solo l’arrivo delle forze dell’ordine ha permesso di riportare la calma e avviare il dialogo decisivo.

Il piano di trasferimento

Secondo l’accordo raggiunto, le classi della scuola primaria e della secondaria di primo grado saranno allocate al primo piano dell’edificio attiguo. Si tratta di una struttura recentemente riqualificata grazie ai fondi del PNRR, il cui piano terra ospiterà a breve un centro per le famiglie.

Per quanto riguarda i bambini dell’infanzia, questi rimarranno nel plesso De Filippo, dove inizieranno immediatamente i lavori di ripristino dei bagni dedicati. L’obiettivo finale resta comunque la riqualificazione complessiva dell’immobile storico, che dovrebbe tornare a pieno regime per l’inizio del prossimo anno scolastico.

Il peso del “clamore”

Nonostante il lieto fine, resta l’amaro in bocca per una gestione burocratica apparsa fin troppo lenta. La soluzione adottata, infatti, era quella auspicata da tempo da docenti e genitori.

È servita la protesta a oltranza e l’attenzione dei media per trasformare un’ipotesi progettuale in una realtà operativa. “Non ci voleva molto”, commentano con un pizzico di polemica i residenti, soddisfatti però per aver garantito il diritto allo studio dei propri figli in ambienti sicuri e dignitosi.

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