

Napoli, arrestato Antonio Passaretti
Roma– La Corte costituzionale restituisce centralità alla funzione rieducativa della pena e ridà speranza alle persone detenute. Con la sentenza n. 201/2025, depositata il 29 dicembre, gli ermellini hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 69-bis, comma 3, dell’Ordinamento penitenziario, così come modificato dalla riforma del 2024, che aveva stravolto il meccanismo della liberazione anticipata.
La decisione accoglie le questioni sollevate dai magistrati di sorveglianza di Spoleto e di Napoli e segna un punto fermo: senza riscontri periodici sul percorso rieducativo, la pena perde una delle sue funzioni fondamentali, sancita dall’articolo 27 della Costituzione.
La liberazione anticipata consente al detenuto di ottenere una riduzione di 45 giorni di pena per ogni semestre scontato, a condizione di una partecipazione attiva e positiva al trattamento rieducativo. Un beneficio che non incide solo sul calcolo del fine pena, ma permette anche di anticipare l’accesso ad altri strumenti premiali, come misure alternative e benefici penitenziari.
Fino al 2024, il sistema garantiva al condannato la possibilità di chiedere al magistrato di sorveglianza una valutazione al termine di ogni semestre. La riforma aveva invece previsto un accertamento unico e d’ufficio, rinviato alla fase finale della detenzione o al momento della richiesta di altri benefici, cancellando di fatto il confronto periodico tra detenuto e autorità giudiziaria.
Secondo la Consulta, questa scelta ha prodotto un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati. È venuto meno, infatti, «il riscontro periodico sulla qualità del concreto percorso trattamentale individuale», lasciando il detenuto in una condizione di incertezza sul valore del comportamento tenuto e sull’efficacia del proprio impegno rieducativo.
Il controllo semestrale, sottolineano i giudici costituzionali, rappresenta invece uno strumento decisivo di motivazione. Il riconoscimento graduale della riduzione di pena costituisce uno stimolo concreto a proseguire nel percorso di cambiamento, rendendo tangibile l’orizzonte del reinserimento sociale.
Allo stesso modo, un eventuale diniego limitato a un singolo semestre non compromette l’intero cammino, ma può diventare occasione di correzione e crescita.
La decisione della Corte rafforza così un modello di esecuzione penale fondato sul dialogo costante tra detenuto, magistrato di sorveglianza, amministrazione penitenziaria e volontari, restituendo senso e concretezza alla finalità rieducativa della pena.
Una pronuncia che non incide solo sugli aspetti tecnici del diritto penitenziario, ma che riafferma un principio di civiltà giuridica: la pena non è mera afflizione, ma percorso di responsabilizzazione, cambiamento e ritorno nella società.
Dal palco della festa per i cento anni del club azzurro, il nuovo allenatore del… Leggi tutto
Dal palco di piazza del Plebiscito il presidente del Napoli propone una sottoscrizione pubblica per… Leggi tutto
È di 13 morti il bilancio del drammatico incidente aereo avvenuto nelle ultime ore nel… Leggi tutto
Superenalotto, ecco la combinazione vincente: 8-11-21-24-72-88 Numero Jolly: 33 Numero Superstar:11 Leggi tutto
Nel concorso 10elotto di stasera sono stati estratti i seguenti numeri 1 - 4 -… Leggi tutto
Ecco le estrazioni del lotto di oggi 1 agosto 2026 Bari 46 - 54 -… Leggi tutto