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Strage di Crans Montana, inchiesta per omicidio e lesioni colpose

Ipotesi degli inquirenti: fiamme partite da bengala o candele scintillanti su bottiglie, troppo vicine al soffitto. A Crans-Montana 40 morti e 119 feriti. Interrogati i gestori: “Ispezioni regolari, tutto a norma”. Tajani: “Qualcosa non ha funzionato”.
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È stata aperta un’inchiesta per omicidio e lesioni colpose dopo l’incendio che nella notte di Capodanno ha devastato “Le Constellation”, locale di Crans-Montana, causando 40 morti e 119 feriti (113 già identificati), in quello che viene definito tra i peggiori disastri recenti in Svizzera. A comunicarlo in conferenza stampa è stata la procuratrice generale del Vallese, Béatrice Pilloud.

Secondo le prime ricostruzioni, “tutto lascia pensare” che il rogo sia partito da bengala o candele scintillanti posizionate sulle bottiglie e tenute “troppo vicine al soffitto”. Magistrati e polizia stanno conducendo accertamenti serrati per chiarire se le misure di sicurezza fossero adeguate: sotto esame vie di evacuazione, materiali impiegati, dotazioni antincendio e procedure di controllo all’interno del locale.

Nell’ambito delle verifiche sono stati ascoltati anche Jacques e Jessica Moretti, i gestori del pub. Le autorità vogliono stabilire in tempi rapidi eventuali responsabilità e ricostruire la sequenza dei fatti che ha trasformato una serata di festa in una strage.

Sul posto è arrivato anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che dopo la visita ai familiari e l’incontro con le autorità cantonali a Sion ha dichiarato che “qualcosa evidentemente non ha funzionato”. “Mi pare privo di senso mettere dei fuochi pirotecnici al chiuso, con ragazzi che salivano sulle spalle di altri, senza controllo”, ha aggiunto, sottolineando la “determinazione della procuratrice” nell’accertare le responsabilità.

Intanto, al Centro dei Congressi – diventato punto di riferimento per familiari e amici – si alternano angoscia e speranza. Psicologi, personale consolare, Protezione civile e forze dell’ordine assistono chi attende notizie. “Colpisce la loro grandissima dignità: sono loro a ringraziare noi. Hanno voglia di parlare, a volte solo per sfogarsi”, ha raccontato all’AGI Massimiliano Borzetti, responsabile della squadra di psicologi della missione.

Per quanto riguarda gli italiani, i dispersi sarebbero sei e i feriti tredici, ma il quadro resta provvisorio. Tajani ha indicato uno spiraglio: “Ci sono tre feriti non ancora identificati, speriamo siano italiani”. Le procedure di riconoscimento proseguono, anche con verifiche tramite Dna sui corpi più compromessi, passaggio che potrebbe allungare i tempi.

Fuori dal centro di assistenza, gruppi di adolescenti e giovani restano in attesa di conferme sui coetanei scomparsi. Tra le vittime potrebbe esserci anche il 17enne Emanuele Galeppini, descritto dalla federazione golfistica come un talento “per passione e valori autentici”, mentre i familiari chiedono cautela in attesa dell’identificazione formale.

In città il lutto convive con la normalità della stagione sciistica. Davanti al locale distrutto si moltiplicano fiori e messaggi, mentre a poche centinaia di metri continuano le giornate “da vacanza”: piste affollate, bar pieni, vetrine illuminate. I vescovi svizzeri hanno annunciato campane a lutto in segno di partecipazione al dolore della comunità.

Nel frattempo i proprietari hanno rotto il silenzio. Jacques Moretti ha dichiarato al portale svizzero in tedesco “20 Minuten” che lui e la moglie – rimasta ferita nel rogo – “non riescono più a mangiare né a dormire” e che entrambi collaborano con le autorità. La procuratrice Pilloud ha precisato allo stesso giornale che la coppia, di nazionalità francese, è stata sentita “come testimone” e che al momento “non c’è alcuna indagine penale su loro”. Moretti ha ribadito inoltre che il locale sarebbe stato “ispezionato tre volte” negli ultimi dieci anni e che “tutto è stato fatto secondo le norme”.

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Indagini su Crans Montana, pressioni dell’Italia: richiamato l’ambasciatore

di Rosaria Federico 26 Gennaio 2026 - 20:15 20:15

Crans-Montana. Strage in Svizzera, pressioni diplomatiche dell’Italia per collaborare nelle indagini: richiamato l’ambasciatore. Intanto, la magistratura italiana prepara una task force da inviare a Crans-Montana.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha richiamato a Roma l’ambasciatore italiano, il suo rientro è subordinato ad una collaborazione tra le autorità giudiziarie per accertare le responsabilità del rogo avvenuto a Crans-Montana.

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@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

L’idea che ci siano stati cosi tanti morti e feriti è davvero tragica. Spero che le indagini chiariranno cosa è successo e se le misure di sicurezze erano effettive. La situazione è molto preoccupante per tutti.

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