Il Napoli esce dal Parken con un pareggio che lascia più di un rimpianto. Finisce 1-1 la sfida di Champions League contro il Copenaghen, una gara che gli uomini di Conte avevano a lungo in mano e che si è complicata nella ripresa, nonostante la superiorità numerica e una lunga sequenza di occasioni non sfruttate.
L’approccio degli azzurri è autoritario fin dai primi minuti. Possesso palla stabile, pressione alta e prime occasioni che arrivano soprattutto dalle giocate di Vergara e dalle incursioni sugli esterni. La partita sembra mettersi sui binari giusti quando Delaney viene espulso dopo un intervento durissimo su Lobotka, rivisto al Var.
Con l’uomo in più e il controllo totale del gioco, il Napoli prende in mano la partita e al 39’ il vantaggio è una naturale conseguenza: calcio d’angolo battuto da Elmas e colpo di testa perfetto di McTominay, che conferma il suo momento straordinario in Europa e porta avanti il Napoli con uno stacco imperioso.
La ripresa: Napoli beffato, il Copenhagen pareggia
Nella ripresa, però, cambia il copione. Il Napoli continua a spingere, costruisce palle gol in serie ma manca cinismo. Olivera va vicino al raddoppio di testa, McTominay non riesce a dare forza ad una conclusione, Lang spreca più di una situazione favorevole e Lucca, appena entrato, si divora la palla del possibile 1-2 schiacciando troppo la conclusione a pochi passi dalla porta.
Il Copenaghen resta aggrappato alla partita e al 69’ trova l’episodio che la riapre: Buongiorno interviene in ritardo su Elyounoussi e l’arbitro indica il dischetto. Larsson sbaglia il rigore, ma sulla respinta è il più rapido e firma il pareggio. Nel finale è assedio azzurro.
Il Napoli preme, colleziona calci d’angolo e occasioni, ma Kotarski diventa un muro, soprattutto sul colpo di testa di Olivera. Dopo sei minuti di recupero, il fischio finale certifica un pari che pesa più per come è maturato che per il risultato in sé. Il Napoli porta via un punto da Copenaghen, resta in corsa, ma la sensazione è quella di aver lasciato sul campo una vittoria possibile.
Il Napoli saluta la Champions League tra gli applausi amari del Maradona. Nell’ultima giornata della league phase gli azzurri cadono 3-2 contro il Chelsea e mancano l’accesso ai playoff, al termine di una sfida vibrante, piena di ribaltamenti e rimpianti.
A rompere l’equilibrio sono gli inglesi al 19’, quando Enzo Fernandez trasforma il calcio di rigore assegnato per un fallo di mano di Juan Jesus. L’avvio è uno shock, ma la reazione della squadra partenopea è immediata e rabbiosa. Al 33’ Vergara si inventa un gol da cineteca: controllo stretto in area, avversario mandato fuori tempo e diagonale preciso che riporta tutto in parità. Il Maradona si accende e il Napoli cavalca l’onda emotiva, completando il sorpasso poco prima dell’intervallo con Hojlund, rapido a infilare sotto porta su un cross rasoterra dalla sinistra di Olivera.
Al “Maradona” sarà una notte europea di quelle che pesano. Mercoledì alle 21 il Napoli affronta il Chelsea nell’ultimo turno della League Phase di Champions League e l’Uefa ha affidato la gara all’esperienza del francese Clement Turpin, uno degli arbitri più navigati del panorama internazionale. Una scelta che racconta l’importanza della sfida e la tensione che accompagnerà novanta minuti decisivi per il cammino continentale degli azzurri.
Con il Napoli i precedenti con Turpin raccontano un bilancio in chiaroscuro. Gli azzurri hanno sorriso nelle vittorie contro l’Aik e sul campo del Salisburgo, ma hanno anche incassato sconfitte pesanti, come quella interna contro il Real Madrid e il ko a Mosca contro lo Spartak. Un rapporto fatto di alti e bassi, che aggiunge un ulteriore elemento di curiosità a una sfida già carica di significati tecnici e ambientali.
Il pareggio di Copenaghen pesa come una sconfitta e Antonio Conte non lo nasconde. Dopo l’1-1 contro i danesi, rimasti in dieci uomini dal 35’, l’allenatore del Napoli sceglie la via della massima franchezza, mettendo in discussione il livello della squadra nella competizione.
“Al netto delle assenze e della stanchezza, una gara del genere va vinta. Forse il nostro livello non è all’altezza di questa competizione, visto che abbiamo fatto solo 8 punti. C’è da fare un grandissimo mea culpa”, dice Conte, visibilmente scosso, senza cercare attenuanti. “C’è poco da parlare, bisogna solo essere molto arrabbiati con noi stessi. Forse non abbiamo percepito l’importanza della posta in palio”.
Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
Il Napoli ha giocatato bene ma alla fine ha preso un pareggio che non è tanto bello. Penso che potevano vincere facile, pero hanno sbagliato troppe occasioni e questo è un peccato per i tifosi.