

Il panificio controllato a Secondigliano
Napoli– I Carabinieri della Compagnia Napoli Stella, supportati dalle specialità del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) e del Nas, hanno scoperto che nell’attività tre dipendenti su cinque, ovvero il 60% della manodopera, risultavano privi di regolare contratto.
Il blitz, che si inserisce in una più ampia operazione di contrasto al caporalato e allo sfruttamento nel comparto agroalimentare, ha preso di mira un panificio situato all’incrocio tra via Cassano e via Imperatore.
L’ispezione congiunta, finalizzata a verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e a combattere il fenomeno del lavoro sommerso, ha immediatamente portato alla luce una situazione di grave irregolarità.
Le conseguenze per la titolare sono state immediate e severe. L’amministratrice unica della società che gestisce il forno è stata denunciata e, in attesa del giudizio, ha dovuto già pagare il conto salato delle violazioni accertate: sanzioni amministrative e ammende per un importo totale di circa 22.000 euro. A seguito delle gravi infrazioni, l’attività è stata sospesa temporaneamente, un provvedimento che colpisce al cuore la produttività del locale.
Ma il colpo di scena non finisce qui. Oltre al personale “invisibile” al fisco, i carabinieri hanno anche sequestrato un ingente quantitativo di prodotti finiti, prononti per la vendita: ben 150 chilogrammi di panificati sono stati posti sotto sigillo, con un danno economico aggiuntivo per l’esercente.
L’operazione dimostra la stretta collaborazione tra le diverse articolazioni dell’Arma – territoriali, Nil e Nas – per presidiare un settore, quello della ristorazione e della panificazione, storicamente esposto al rischio di irregolarità. Un segnale chiaro alle imprese che intendono competere al ribasso, calpestando i diritti dei lavoratori e le regole del mercato: i controlli sono serrati e le sanzioni, come in questo caso, sono destinate a essere esemplari.
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