

nella foto Lucia Salemme e Ciro Rapuano
Napoli- Forse non si è resa conto della gravità del gesto, anzi dei gesti. Ma Lucia Salemme che ha confessato l’omicidio del marito Ciro Rapuano lo ha massacrato con numerose coltellate, molte alla schiena.
La sua è stata una reazione, inaspettata. Una furia omicida, forse liberatoria di anni di soprusi e minacce mai denunciate. Si è difesa da una coltellata sferrata dal marito e che l’ha ferita al braccio e poi quando ha visto un secondo coltello sotto il cuscino lo ha afferrato e ha cominciato a colpire il marito violento.
Alle 3 del mattino, Salemme ha afferrato il telefono e ha composto il 113: “Correte, mio marito mi ha accoltellato”. Quando gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e del commissariato Decumani sono entrati nell’appartamento, si sono trovati davanti a una scena agghiacciante: l’uomo senza vita, il lenzuolo intriso di sangue, la moglie con il braccio fasciato e lo sguardo perso.
A scoprire la scena è stata la figlia della coppia, svegliata dalle urla. «Ho visto mia madre che colpiva papà», avrebbe detto agli investigatori, ancora sotto choc. Per la nipotina, invece, la tragedia è rimasta nascosta: la bambina dormiva nella sua stanza e non ha assistito all’omicidio.
Agli inquirenti la donna ha raccontato di essere stata vittima, per anni, di minacce e maltrattamenti da parte del marito, senza mai trovare la forza di denunciare. Ma i registri della Questura non riportano segnalazioni precedenti. Un silenzio che ora rende più complesso il lavoro degli investigatori, chiamati a distinguere tra la legittima difesa e un gesto di furia omicida.
Dopo ore di interrogatorio, la Procura ha disposto l’arresto di Lucia Salemme con l’accusa di omicidio volontario. Saranno le indagini, con l’autopsia e le testimonianze raccolte, a stabilire la dinamica esatta dei fatti.
Nel quartiere la notizia si è diffusa all’alba. “Sembravano una famiglia normale – racconta un vicino –. Ma si sentivano litigare spesso”. Forcella, ancora una volta, si risveglia tra le cronache di sangue, teatro di una tragedia che lascia aperti troppi interrogativi: difesa estrema o rabbia repressa?
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