Il suk della droga di Arzano e Casavatore: avanza la Vanella Grassi

Il vuoto di potere dopo i blitz. L’arresto del narcos Cosimo Di Fiore, detto “Cocò”, sorpreso dalla Polizia di Stato con tre chilogrammi di cocaina e una cospicua somma di denaro, ha forse segnato un punto di svolta nelle dinamiche criminali dell’area a nord di Napoli.

La caduta del ras Ferone attualmente detenuto, unita ai continui blitz che hanno fortemente indebolito la storica roccaforte della 167 di Arzano, ha generato un pericoloso vuoto di potere nella gestione del “suk della droga” e del racket delle estorsioni tra Arzano e Casavatore.

L’asse con la Vanella Grassi

Questa spaccatura ha spalancato le porte alle mire espansionistiche delle organizzazioni criminali. Sulle piazze di spaccio arzanesi si sarebbero allungate le ombre degli esponenti del rione 219 di Melito e, soprattutto, del clan della Vanella Grassi di Secondigliano.

La cosca di Secondigliano si sarebbe legata a doppio filo all’ala scissionista capeggiata da Salvatore Romano, detto “Sasy”, sancendo un possibile e nuovo patto strategico sul territorio.

Lo scontro con i Monfregolo

La scintilla del conflitto nasce proprio dalla faida interna al gruppo della 167: l’ala di Romano è entrata in rotta di collisione con la fazione avversaria guidata dai Monfregolo e da Davide Pescatore, detto “Pal’ ‘e fierr”. La contesa per la gestione degli affari illeciti e dei proventi delle estorsioni ha scatenato una vera e propria caccia all’uomo, contrassegnata da «stese», spedizioni punitive e agguati mortali.

Sangue innocente sulle strade

A pagare il prezzo più drammatico di questo scontro d’impronta camorristica è stata la società civile. Tra gli episodi di sangue che hanno insanguinato le strade della città figura l’omicidio dell’incolpevole Rosario Coppola, estraneo a qualsiasi contesto criminale e rimasto ucciso in un agguato a causa di un tragico scambio di persona. Un delitto che, insieme all’uccisione di altri affiliati alla cosca, ha rimarcato la ferocissima spietatezza dei killer engagati nella contesa.

La morsa della Dda

Mentre le indagini della DDA di Napoli e i riscontri forniti dai recenti collaboratori di giustizia stringono la morsa attorno alle due fazioni, il territorio di Arzano resta sotto stretta osservazione. Le forze dell’ordine mantengono altissimo il livello d’attenzione per disarticolare le nuove alleanze e soffocare sul nascere l’escalation di violenza che minaccia l’intera area Nord.

P.B.

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