Cronache Caserta

Camorra, sequestrate tre tabaccherie nel Casertano: profitti milionari per i clan

Pubblicato da
Gustavo Gentile

Caserta – Un nuovo colpo al patrimonio illecito della camorra nel Casertano. I carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un maxi sequestro preventivo di tre rivendite di tabacchi, per un valore complessivo stimato di circa un milione di euro.

Il provvedimento riguarda sette indagati, tra cui figura un uomo già condannato in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, ritenuto vicino al clan Amato, attivo a Santa Maria Capua Vetere e federato con il clan dei Casalesi.

Tabaccherie come fonte di riciclaggio e guadagni per la camorra

L’indagine, condotta dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e del Nucleo Investigativo di Caserta, ha riguardato il periodo compreso tra gennaio 2021 e dicembre 2022.

Secondo gli inquirenti, il principale indagato avrebbe intestato fittiziamente le attività commerciali a prestanome, nel tentativo di evitare sequestri o misure di prevenzione patrimoniale. Di fatto, però, continuava a gestirle e a incassarne i profitti, una parte dei quali sarebbe stata destinata alle casse dei clan camorristici.

Monopolio delle slot e controllo del territorio

Dalle indagini è emerso anche un altro fronte di interesse criminale: l’uomo avrebbe procurato al clan slot machine da installare in regime di monopolio in diversi esercizi commerciali di Santa Maria Capua Vetere.

Un’attività che, secondo gli inquirenti e già confermata in precedenti sentenze, avrebbe prodotto ingenti introiti, confluiti nei circuiti economici della criminalità organizzata, alimentando un sistema di potere e controllo del territorio.

I reati contestati e i territori coinvolti

Il decreto di sequestro è stato eseguito nei comuni di Santa Maria Capua Vetere e Bellona. Agli indagati è contestato, a vario titolo, il reato di trasferimento fraudolento di valori, una delle condotte tipiche per eludere i controlli antimafia e garantire la continuità economica delle attività criminali sotto copertura.

Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e ricostruire i canali di riciclaggio e finanziamento dei clan.

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