Baia, nuova moria di pesci in mare: scattano i controlli della Guardia Costiera e dell’Arpac

Bacoli– Le acque del litorale flegreo tornano a far discutere. Nei giorni scorsi la Guardia Costiera di Baia è stata allertata per la presenza di una moria di pesci in mare, a pochi metri dalla riva, proprio di fronte a una delle spiagge più frequentate dai bagnanti in questa fine di agosto.

La segnalazione è partita da alcuni cittadini che, notando decine di pesci senza vita galleggiare in superficie, hanno chiesto l’intervento delle autorità. Sul posto è giunta una motovedetta della Guardia Costiera, che ha immediatamente avviato i primi accertamenti e rassicurato i bagnanti, invitandoli a non alimentare allarmismi in attesa di verifiche ufficiali.

Poco dopo sono arrivati anche i tecnici dell’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania), che hanno effettuato prelievi e campionamenti dell’acqua per stabilire la natura del fenomeno.

Le analisi di laboratorio, attese nei prossimi giorni, dovranno chiarire se si tratti di un evento naturale – come può accadere in caso di improvvisi sbalzi di temperatura o di diminuzione dell’ossigeno disciolto in mare – o se invece alla base vi siano episodi di inquinamento dovuti a scarichi abusivi o malfunzionamenti della rete fognaria.

Non è il primo episodio

Quello segnalato a Baia non è un caso isolato. Negli ultimi anni, tra il golfo di Pozzuoli e il litorale flegreo, si sono più volte verificati episodi analoghi, con morie di pesci e improvvisi cambi di colore dell’acqua. Situazioni che hanno generato preoccupazione tra i residenti e polemiche da parte delle associazioni ambientaliste, che da tempo denunciano criticità strutturali negli impianti di depurazione e il persistere di scarichi non controllati a mare.

Già lo scorso anno, sempre nel periodo estivo, si erano registrate segnalazioni simili a Lucrino e Miseno, con conseguenti interventi dell’Arpac e della Capitaneria di Porto.

Tra turismo e tutela ambientale

Il fenomeno desta particolare allarme perché si verifica in un’area a forte vocazione turistica e archeologica, dove il mare rappresenta una risorsa economica e identitaria. La zona dei Campi Flegrei, infatti, è patrimonio storico e naturalistico, frequentata ogni anno da migliaia di turisti e bagnanti.

Proprio per questo, residenti e operatori chiedono maggiori controlli e un piano di monitoraggio costante, capace di prevenire episodi che rischiano di compromettere non solo la salute del mare ma anche l’immagine di un territorio che vive di turismo.

Le autorità, intanto, hanno assicurato che le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni, con ulteriori campionamenti e sopralluoghi, mentre si attendono i risultati delle analisi dell’Arpac per comprendere le reali cause della moria di pesci a Baia.

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A. Carlino

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