Un tragico omicidio ha scosso la città di Messina, dove un uomo di 26 anni ha ucciso la madre con più di quindici coltellate al termine di una violenta lite. La vittima, Caterina Pappalardo, aveva 62 anni ed è stata aggredita nel suo appartamento situato in via Cesare Battisti.
Il presunto autore del delitto, Giosuè Fogliani, è stato arrestato e si trova attualmente in carcere. Secondo quanto emerso, il giovane avrebbe già confessato l’omicidio. A dare l’allerta alle forze dell’ordine sono stati alcuni vicini di casa che hanno udito le urla provenienti dall’abitazione.
Le indagini sono ora oggetto di attenzione da parte della Procura di Messina, che ha disposto per domani l’autopsia sul corpo di Caterina Pappalardo, al fine di chiarire ulteriormente la dinamica dell’episodio e raccogliere prove utili per il procedimento giudiziario.
Messina– Il nuovo anno si apre sotto il segno del sangue nei luoghi di lavoro. Un tragico incidente ha sconvolto il pomeriggio di ieri a Fondachello Valdina, nel Messinese, dove un operaio di 69 anni ha perso la vita all'interno dei capannoni di un'azienda specializzata nella produzione di laterizi. L'uomo, originario di Avellino, è deceduto…
Una storia di matrimonio e burocrazia è destinata a far discutere. Una coppia, a pochi mesi dalle tanto attese nozze, decide di separarsi. Tuttavia, mentre avviano le pratiche necessarie, si scopre che il parroco ha dimenticato di trasmettere l’atto per la registrazione civile del matrimonio. Ecco che la situazione si fa piccante: “La donna, trovandosi…
Messina – Era un suicidio annunciato, eppure nessuno è riuscito a evitarlo. Stefano Argentino, 24 anni, reo confesso dell’omicidio della studentessa universitaria Sara Campanella, si è impiccato nella sua cella nel carcere di Gazzi (Messina) mercoledì mattina, nonostante avesse più volte manifestato intenzioni suicide e fosse stato, almeno formalmente, sotto sorveglianza rafforzata. Ora la Procura di Messina ha messo nel mirino sette persone, tra dirigenti penitenziari, psicologi e psichiatri, per accertare eventuali negligenze che avrebbero portato alla tragedia.
Argentino, già in regime di osservazione speciale per il suo stato psicologico, era stato reinserito in cella con altri detenuti appena 15 giorni prima del suicidio. Una scelta che oggi appare incomprensibile, considerando che il giovane aveva più volte espresso desideri di morte. La Procura indaga ora su:la direttrice e la vice direttrice del carcere, l’addetto ai servizi trattamentali e l’équipe di psichiatri e psicologi che lo avevano in cura, L’autopsia, fissata dopo il 12 agosto, sarà cruciale: gli indagati potranno nominare i loro consulenti, ma i dubbi restano. Perché un detenuto fragile e a rischio è stato lasciato solo? Perché, nonostante i segnali evidenti, il sistema non lo ha protetto?
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