Un assistente capo della Polizia Penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. L’uomo, 52 anni, è stato fermato dal Nucleo Investigativo Centrale e dagli agenti del reparto locale della Polizia Penitenziaria.
Durante una perquisizione, nella sua auto sono stati rinvenuti tre chilogrammi di hashish: uno destinato presumibilmente ai detenuti, gli altri due occultati nel veicolo.In seguito all’arresto, il poliziotto è stato trasferito nel carcere militare della stessa città, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le reazioni dei sindacati
“Questo episodio conferma che la Polizia Penitenziaria dispone degli strumenti necessari per isolare chi tradisce la divisa“, hanno dichiarato Giuseppe Moretti, presidente dell’Uspp (Unione Sindacale Polizia Penitenziaria), e Ciro Auricchio, segretario regionale. “L’assistente infedele ha tradito lo Stato e la fiducia dei suoi colleghi, macchiando l’immagine di un corpo che, ogni giorno, opera in condizioni difficili rispettando i valori democratici e costituzionali.”
I rappresentanti sindacali hanno inoltre sottolineato il contesto critico in cui si trovano a operare gli agenti del carcere di Santa Maria Capua Vetere: “Nonostante un organico ridotto e mille difficoltà quotidiane, il personale svolge il proprio dovere con grande responsabilità, garantendo l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto.”
L’arresto ha scosso l’ambiente carcerario, evidenziando ancora una volta la complessità del lavoro degli agenti penitenziari, chiamati a vigilare in un sistema sempre più sotto pressione.
Avellino – Solo la prontezza di riflessi e l'altissima vigilanza del personale di Polizia Penitenziaria hanno evitato che una giornata qualunque si trasformasse in tragedia all’interno della casa circondariale di Avellino. Nel reparto femminile dell’istituto irpino, una detenuta ha tentato di togliersi la vita per ben due volte nell'arco di poche ore, venendo salvata in extremis…
Sarno - Andrea Sirica, 35enne arrestato per l'omicidio del panettiere Gaetano Russo, e il fratello Daniele, già detenuto, sono stati trasferiti in due istituti penitenziari campani diversi. Il provvedimento è scattato dopo il sequestro di un cellulare introdotto illegalmente in carcere, usato per scattare una foto nella cella e diffusa sui social. Trasferimento lampo da…
Distaccato, freddo, privo di segni di rammarico. È l’atteggiamento mostrato da Giuseppe Musella, 28 anni, di Ponticelli, reo confesso dell’omicidio della sorella Jlenia, durante il breve colloquio avuto ieri nel carcere di Secondigliano con il cappellano, don Giovanni Russo. Alla domanda di rito, “Come va?”, Musella avrebbe risposto senza esitazioni: “Va tutto bene, non vi…
Fonte Verificata






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti