Napoli, “Tuo padre ha fatto 13 morti…”: il racconto dell’orrore di Giuseppina Niglio al nipote Francesco Pio Valda

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“Tuo padre ha fatto tredici morti, tredici”. Lo racconta con naturalezza Giuseppina Niglio al nipote Francesco Pio Valda. Parla delle gesta criminale del padre Ciro ucciso poi in un agguato di camorra il 22 gennaio del 2013 pochi giorni dopo essere stato scarcerato.

Non è una nonna come le altre Giuseppina Niglio e lo sa anche lei perché dice di essere “una bu…..ina” e “io ero del sistema”. Racconta le gesta criminali del figlio come le nonne raccontano ai nipoti le favolette o cantano le canzoncine.

Lei no. Ne e parla a ruota libera nella sua abitazione non sapendo di essere intercettata. Le conversazioni con i nipoti Francesco Pio Valda ( in carcere per l’omicidio dell’innocente pizzaiolo Francesco Pio Maimone) e la sorella Giusy Valda sono parte dell’ordinanza cautelare firmata tre giorni fa dal gip di Napoli, Federica Colucci e che ha portato in carcere tutta la miglia Valda e affiliati per un totale di 11 persone.

E’ la sera del 3 marzo dello scorso anno e nella abitazione di nonna Giuseppina ci sono i nipoti Francesco Pio e Giusy insieme con Vincenzo F. e un certo Ciro (non identificato). E’ il giovane Francesco Pio a chiedere alla nonna di raccontare “a noo”…   è perchè uccisero “o rus delle sigarette”..? (ndr. Raffone Vincenzo nato il 21.05.1945 a Napoli – vittima di omicidio avvenuto in data 25.03.2007 in Napoli quartiere Bara ni Corso Sirena nr. 17 interno abitazione) diglielo a Vincenzino…”.

E lei spiega: “incomp. passavano femmine..tua sorella…! passavano di là..quella è una puttana le riempiva di parole a tutte e tre, a quelle brave ragazze le chiamava
“putane”….”.

Francesco Pio che già conosce il racconto ricorda: “comunque passò la nonna”.
E Giuseppina Niglio dice: “passai io…poi chi è che non si fece i cazzi suoi e fecero la spia a mio figlio Ciro…io non glielo dissi a mio figlio”.

Nel frattempo arriva un cliente e la nonna consegna la droga richiesta. “…adesso te lo racconto cosa successe. hai capito cosa successe…prendi e loro ( ndr. riferito al
Giovanni Bottiglieri e Ciroi Valda) partono con la motocicletta non lo videro fuori, andarono fino e dentro, fino dentro casa…va”ozizzil!” (ndr. Bottiglieri Giovanni) e vede di ucciderlo…la pistola.. un grande cane lupo..pure al cane uccise..un grande cane Lupo gli voleva dare “addosso” e sparò pure al cane…lo sparò.? ehè .poi lo sparò, è questo “o russ” (ndr. Raffone Vincenzo) apri la cosa,perchè voleva prendere la pistola pure lui…quello “o russ” delle sigarette era furbo…

Ciro Valda uccise pure il cane di una delle sue vittime

Quello che uccise Ciro…/ndr. rivolgendosi al soggetto Ciro entrato in casa) ehe.(ndr. affermativo) o rus….o rus…..”o russ”..prendi e cacciò la pistola pure lui(ndr. riferito al Raffaone Vincenzo) prendi Giovanni (ndr. Bottiglieri Giovanni) e lui (ndr. riferito al Valda Ciro) e lo spararono…

Quello (ndr. riferito al RAFFONE Vincenzo) si urinò addosso “o russ”, la paura forte…
“o russ” non mori…disse Giovanni (ndr. Bottiglieri Giovanni) “scappiamo, scappiamo”…disse Ciro (ndr. Valda Ciro)_inizia ad uscire, ma cosa hai capito… che lascio a questo vivo a terra…? questo mi fa arrestare…una botta gliela diede in testa e lo spense…e se ne andò., è chi vide. “a scugnat” (ndr. donna non identificata)
.incomp. un casino. poi mi ha detto che non ha saputo niente…

è cosa voleva a” scugna'”.. (ndr. riporta le  parole della donna deta “a scugnat”): “ho visto a tuo figlio”. incomp. dissi io: “chiudi il cesso (ndr. non parlare) quello ti uccide pure a te “. 

Ma la parte più triste del racconto dell’orrore arriva adesso perchè Giuseppina Niglio ricorda: “quando vedo i figli del “rosso”(ndr. figli di Vincenzo Raffone)mi riempiono di baci. e riporta quanto detto dai figli del RAFFONE Vincenzo) :“a nonna dai un bacio ai tuoi nipoti, dai un bacio a tuo figlio “o limon” (ndr. VALDA Raffaele) io lo volevo bene a Ciro (ndr. VALDA Ciro) non sanno niente quei due  Ciro è stata la vita nostra..non sanno c e Ciro ha ucciso il padre…hai capito…”.

Giuseppina Niglio: “I figli di Vincenzo Raffaaone mi danno i baci, ma non sanno che l’assassino del padre è mio figlio”.

Poi continua a parlare male del padre dei ragazzi ucciso dal figlio ma loro sono “bravi
ragazzi, pure io li voglio bene a quei ragazzi…quando mi vedono, fanno la gioia, ma non sanno che l’assassino del padre è mio figlio”.

Il racconto continua: “tuo padre ha fatto tredici morti è basta.tredici..? tredici.incomp.
tredici morti. sono tredici morti. i panni buono li buttava,.li incendiava proprio, il buttava.
incomp, sono tredici morti”.
Interviene Francesco Pio e cerca di farsi forza del perché il padre è stato ucciso: “ma mi vuoi ascoltare a me, a quello lo uccisero per causa del figlio di Andrea  per colpa Nunziel (Andolfi Nunzio)”

“Pio ma quanti ne ha pagati…? (ndr. riferito agli omicidi commessi) interviene Vincenzo Fortunato.  E Pio: “niente proprio… adesso il pagava. insieme a Andrea, li sapeva tutti quanti. Quello lo uccisero a lui. li pagava, come no. li pagava adesso. adesso era ergastolano…”.

E nonna Giuseppina Niglio ricorda gli altri omicidi: “il padre della bambina di Giusy..lo zio di quello, ha ucciso.. ha ucciso lo zio di quello..è un altro che non sa niente. incomp. sono
tre …a Peppone di dentro incomp. è sono quattro… (ndr. Giuseppina elenca gli omicidi commessi dal figlio  Ciro) uccise pure a Quello uccise pure a Quello di sopra il Bisignano (ndr. rione e/o via Villa Bisignano quartiere Barra) quando era piccolino… che gli fece l’urina addosso… Quello sopra al Bisignano…con il coltelo gli urinò addosso, lo diede una coltellata dietro la schiena entrò dentro, era il coltello del pane tanto, entrò di quà e uscì davanti.Ciro ha fatto tredici morti…. tredici morti ha fatto…”.

 “Tuo padre ha fatto tredici morti e la notte non dormiva”

E allora Fracesco Pio quasi a glorificare il padre assassino dice: “da minorenne..tredici anni teneva mi padre”. E allora la nonna riportando le parole del figlio morto ricorda le angosce e i tomenti di un ragazzino che aveva già ucciso molte volte: “è faceva vicino a m…faceva mamma. ti giuro . (ndr. rivolto ai presenti)…non dormo la notte, tengo tutti i morti ai piedi del letto…è vero. mamma come devo fare io non dormo, per questo voleva la compagnia la notte… “mamma li tengo tutti ai piedi del letto”…

Il racconto dell’orrore si conclude con il ricordo di Francesco Pio dell’ennesimo omicidio del padre: “..pensa che uccise pure al “minorenne”..a quel ragazzo di 17 anni, Ciro Varrello…Varriello, quello sul laghetto..a nonna… è stava pure lui. lo uccisero, lo uccisero, Nunziell(ndr. ANDOLFI Nunzio) e Amodio _e “zizzill”_ (ndr. Botrtiglieri Giovanni
deceduto)e mio padre (ndr. Ciro Valda)_ portavano la macchina..stava pure lui però..là era minorenne il nipote e Nunziell il figlio di Andrea, Nunziell..era minorenne…là lo dovevano far fare numero…lo dovevano far fare..lo portarono proprio mio padre e Nunziell dietro…loro si misero in macchina… Amodio scese.  e Lui (ndr. riferito ad Andolfi Nunzio) scese.. doveva sparare lui  il minorenne… erano tutti e due minorenni (ndr. riferito ad Andolfi Nunzio e Varrello Ciro) lo sparò tutte le botte sulla panchina…”.

La elevata caratura criminale di Ciro Valda, protagonista del racconto dell’orrore è rafforzata anche dall’episodio dell’accoltellamento della moglie proprio mentre era incinta di Francesco Pio.

@riproduzione riservata

(nella foto da sinistra Ciro Valda, Giuseppina Niglio, Francesco Pio Valda e Giusy Valda)


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