Napoli, bruciate le strisce pedonali rialzate a Piazza Sannazaro

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli. Erano state installate dopo le numerose battaglie dei cittadini e di Europa Verde in seguito alla tragica morte dell’ing. Iazzetta , investito nel 2022.

Ora le strisce pedonali rialzate di piazza Sannazaro sono state in parte bruciate. Uno smacco a quel desiderio di sicurezza stradale dopo le tante vittime dei pirati della strada, tra cui, oltre a Iazzetta, Elvira Zibra, investita e uccisa da una moto che correva ed impennava a via Caracciolo.

Secondo il cittadino che ha segnalato lo scempio delle strisce al deputato dell’alleanza Verde-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, alcuni ragazzini avrebbero dato vita ad un falò o esploso dei fuochi d’artificio facendo così bruciare la parte esterna dell’asfalto su cui è installato il dispositivo di segnaletica orizzontale.

“Abbiamo segnalato l’incresciosa situazione agli assessori comunali Antonio De Iesu ed Edoardo Cosenza che si sono impegnati per rendere realtà un progetto di sicurezza stradale che i cittadini, supportati da noi, reclamavano da tempo. “- dichiara Borrelli con i consiglieri municipali del Sole che ride Gianni Caselli e Lorenzo Pascucci.

“Oltre, però, a chi reclama legalità e sicurezza, c’è chi non rispetta nulla. Mergellina, soprattutto la sera ed i fine settimana, diventa terra di nessuno, una zona dove non esistono leggi e regole e dove ognuno si sente libero di fare ciò che vuole senza alcun rispetto per il territorio ed il prossimo. E’ una realtà che va cambiata radicalmente, lo diciamo da tempo.”


PUBBLICITA

Shorts

● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 06:43
08/04/2026 06:43

Oroscopo di oggi 8 aprile 2026 a cura di Paolo Tedesco

07/04/2026 23:15

Caffè senza scontrino, tra tradizione e regole: Napoli divisa tra cuore e legalità

07/04/2026 23:12

Pino Daniele, l'eredità contesa: tra memoria e scontro familiare

07/04/2026 20:43

Napoli, ipotesi zona rossa a Fuorigrotta

07/04/2026 19:58

Ponticelli: ucciso Fabio Ascione, forse non era lui il bersaglio

PUBBLICITA

Primo piano