Napoli, il questore: “Interrogarsi sulle cause della violenza minorile”

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”Il tema della violenza è presente a Napoli come in tante altre città ma qui è connotato in molti casi da un particolare ricorso alla violenza.

Ma ritengo che oltre che affinare il più possibile gli strumenti di polizia e investigativi, dobbiamo anche interrogarci sulle cause profonde e fare in modo che si faccia anche una prevenzione in senso più ampio stando soprattutto tra i ragazzi perché abbiano punti di riferimento e opportunità”. Lo ha affermato il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, parlando del tema della devianza e della violenza giovanile in occasione del premio ‘Luigi Frunzio’.

“Ci servono gli strumenti e lo strumento essenziale sono i servizi sociali. Il Comune di Napoli ne sta assumendo tanti, ma tutto il resto della provincia e’ un disastro”. A dirlo, il capo della procura dei minori di Napoli, Maria de Luzenberg.

    “Ci aiutano molto le associazioni del terzo settore e questo e’ importante – sottolinea – ben venga il tribunale unico, ma speriamo che si possa passare a un sistema che preveda piu’ soggetti che possano aiutare la giustizia a funzionare”.

    ‘Vi prego: non siete un problema, non permettete mai a nessuno di dirlo, non siete il futuro, siete il presente ma dovete credere in voi stessi, nella forza che c’è dentro di voi. Abbiate sempre il coraggio di avere coraggio”.

    E’ la preghiera che l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, ha rivolto agli studenti che hanno partecipato alla seconda edizione del premio ‘Luigi Frunzio’.

    Dall’alto prelato è arrivato l’invito ai ragazzi a ”vivere la vostra vita, ad amarla, a difenderla. Scegliete sempre di stare dalla parte della vita – ha aggiunto – proveranno in tutti i modi a fregarvi con i miti del denaro facile, della tv, ma non lasciatevi fregare, non date mai in appalto a nessuno la vostra coscienza”.

    Battaglia ha chiesto ai ragazzi presenti in sala ”di avere il coraggio di sporcarvi le mani per la solidarietà, per la giustizia, per la pace perchè non c’è cosa più grande della vita. La legalità e la solidarietà sono solo strumenti, sono due binari che dobbiamo percorrere quotidianamente, ma la stazione d’arrivo è la giustizia: scegliete sempre di stare dalla parte della giustizia, non scendete mai a compromessi”.

    Battaglia ha ricordato all’uditorio i punti salienti del Patto educativo ed ha ribadito che sono già partiti i tavoli nei quartieri di Soccavo, Ponticelli e Forcella.

    ”La questione minorile e criminale nel suo complesso sono allarmi potenti e inascoltati di un rischio democratico che è sotto gli occhi di tutti. Mi sembra che la questione minorile sia indicatore di ben altro: della dissolvenza della Repubblica, di un progressivo inscheletrimento di tutte le funzioni pubbliche”. Lo ha affermato Giovanni Melillo, procuratore nazionale Antimafia.

    Melillo, nel sottolineare che il fenomeno ”non è solo napoletano ma che tutti gli indicatori rivelano una diffusione ampia sul territorio nazionale”, ha tuttavia sottolineato che a NAPOLI la questione ”è esacerbata e aggravata da una condizione di frammentazione del tessuto sociale, istituzionale, di povertà dei servizi sociali”.

    Il procuratore nazionale Antimafia ha evidenziato la necessità ”di interrogarsi su cosa significhi questo processo di dissolvenza della Repubblica” ricordando che ”la democrazia e la libertà sono beni che si consumano se non costantemente alimentati dall’educazione, dalla solidarietà, dalla consapevolezza e dalla capacità di ascoltare che è la regola fondamentale della democrazia, che non è il diritto di parlare, ma è il dovere di ascoltare, di raccogliere le ragioni degli altri, trovare il senso comune e tradurre in indirizzi che assicurino il bene”.



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