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Metronapoli, in arrivo la nuova stazione al Centro Direzionale

Dai primi mesi del 2023 il Centro direzionale cambierà volto con la nuova stazione adiacente il Palazzo di Giustizia e la riapertura del piazzale che la fronteggia

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Metronapoli, in arrivo la nuova stazione al Centro Direzionale. Dai primi mesi del 2023 il Centro direzionale cambierà volto con la nuova stazione adiacente il Palazzo di Giustizia e la riapertura del piazzale che la fronteggia.

“Nonostante il pesante impatto della guerra sul reperimento e sui costi delle materie prime, procedono senza sosta i lavori di sviluppo della rete della metropolitana nella zona orientale della città. Si tratta di opere che, oltre a migliorare la mobilità, avranno una positiva ricaduta anche in termini urbanistici”.

A sostenerlo Paolo Carbone, presidente di Metropolitana di Napoli spa. Nei primi mesi del 2023 e fino all’estate, “il Centro direzionale – aggiunge – comincerà a cambiare volto con il completamento dell’avveniristica facciata dell’omonima stazione adiacente il Palazzo di Giustizia e la riapertura del piazzale che la fronteggia.

Stesso discorso per la stazione Tribunale, che ridisegnerà l’area a ridosso di via Domenico Aulisio, riducendone le condizioni di degrado”.

Ipotesi Museo all’aperto al Centro Direzionale: la proposta in Commissione Cultura.

La Commissione Cultura del Comune di Napoli, presieduta da Luigi Carbone, ha ascoltato, su richiesta del consigliere Gennaro Demetrio Paipais (Insieme per il Futuro), l’ex-assessore Nino Daniele e il presidente dell’associazione Direzionapoli, Aldo Brandi, sull’ipotesi di creare un museo di arte contemporanea a cielo aperto al Centro Direzionale. Il progetto, ha spiegato Nino Daniele, prevedeva sculture di grandi artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo ma si è arenato per l’insorgere di problemi tecnici.

 “Riprendere quel progetto permetterebbe di sottrarre spazio al degrado grazie alla bellezza”, ha detto, come riferisce una nota del Comune. Per Brandi, i grattacieli del Centro Direzionale e le Stazioni dell’Arte costituirebbero, insieme al Museo, un ecosistema culturale di altissimo livello, in grado di attrarre diversi segmenti turistici, a costi abbastanza contenuti.

Si darebbe così respiro alle attività commerciali della zona che, specialmente dopo il Covid, vivono un momento di grave crisi. Il Museo al Centro Direzionale, ha detto ancora, rimane un’idea vincente, un’occasione di rilancio e di rinascita per il Centro che non merita di continuare a scontare l’isolamento dal resto della città e l’assenza di progetti per riqualificarlo.

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L’interesse della Commissione consiliare, ha continuato Brandi, apre un varco al rilancio del Centro che parte da un input culturale e artistico per riempire di nuovi contenuti la City, diversificando le sue funzioni e ampliando le sue potenzialità a favore delle tante attività presenti in essa, dal commercio alla ristorazione che ancora credono nel Centro e dei residenti che chiedono da tempo una maggiore vivibilità.

Maria Caniglia, presidente della Municipalità 4, ha spiegato che alcuni interventi di manutenzione del verde già sono stati realizzati ma c’è ancora molto da fare, considerato che il Centro Direzionale copre un’area molto vasta. Fondamentale creare sinergie tra municipalità, amministrazione comunale e stakeholders per rendere più attrattivo l’area.

Una “proposta entusiasmante” l’ha definita Gennaro Esposito (Manfredi Sindaco), che ha espresso la sua contrarietà al progetto della Torre per gli uffici dell’amministrazione regionale nell’ambito della riqualificazione di Piazza Garibaldi. Molto meglio, ha continuato, fare del Centro Direzionale la Biennale napoletana, integrando, in un’ottica di sostenibilità, la cultura, la ricettività turistica e il divertimento notturno.

Ha concluso proponendo di coinvolgere a partire da settembre il sindaco e la giunta nei lavori della Commissione per rifunzionalizzare il Centro direzionale. Anche Flavia Sorrentino (Insieme per il Futuro) ha espresso contrarietà al progetto della Torre della Regione, evidenziando la necessità di interpretare le esigenze che emergono attualmente dalla società: più spazi verdi, più sostenibilità.

In quest’ottica, il progetto del Museo potrebbe essere il primo passo, da realizzare subito. Necessario poi un ripensamento collettivo degli spazi, coinvolgendo anche le attività della movida creando le giuste sinergie tra le diverse branche dell’amministrazione. Per Toti Lange (Misto), il Centro Direzionale sarebbe la sede perfetta per ospitare l’arte contemporanea, settore in cui Napoli è tra le tendenze a livello mondiale.

Alessandra Clemente (Misto) ha espresso sostegno al progetto e ha proposto di utilizzare i numerosi auditorium per momenti di cultura aperti a turisti e cittadini, e di creare uno skate park per i tanti giovani appassionati di questo sport. Per Demetrio Gennaro Paipais (Insieme per il Futuro) si potrebbero utilizzare opere d’arte già esistenti e giacenti in depositi o magazzini del Comune, con il doppio merito di ridare lustro e visibilità ad opere dimenticate e di abbattere al contempo i costi del progetto.

Un museo a cielo aperto nella City è un’idea aggregante e attrattiva, ha continuato Paipais, capace di convogliare flussi di visitatori e di turisti a beneficio dell’economia locale e dell’indotto correlato ad essa, porterando al contempo, opere di ristrutturazione che miglioreranno pavimentazione, illuminazione, sicurezza contro l’attuale degrado. Da settembre necessario coinvolgere associazioni di quartiere e di categoria per portare avanti una progettazione partecipato per il rilancio del Centro Direzionale. Il presidente Carbone ha sottolineato l’esigenza di assicurare tutti i finanziamenti necessari a un progetto che riqualificherebbe un’area gravemente degradata.

Ha poi annunciato una nota al sindaco per chiedere l’attivazione di un tavolo quanto prima, con comune, municipalità, stakeholders, e promotori del Museo, per la realizzazione del progetto in tempi brevi.

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