‘Neralbe’, l’installazione di Luisa Corcione

‘Neralbe’, un’installazione di Luisa Corcione nel Monastero di clausura delle 33. Dal 1 al 30 maggio.

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neralbe/foto cs

“Neralbe”, il progetto dell’artista e regista Luisa Corcione, curato da Anna Cuomo e accompagnato da testi di Giovanni Chianelli e Giovanni Conforti trasformati in una traccia audio interpretata dall’attrice Noemi Francesca, che sarà ospitato dal 1 al 30 maggio negli spazi del Monastero Santa Maria in Gerusalemme, conosciuto come Monastero delle 33.

Dipinti, installazioni, sculture, momenti di poesia e prosa più danza e un dj set con musiche originali di La Claud, in compagnia di alcune monache. Per una volta i visitatori potranno conoscere da vicino la clausura.

Luisa Corcione offre modalità ibride e aperte per riconsiderare il concetto stesso di clausura. La vincitrice del “Fringe” 2021 con il pluripremiato spettacolo teatrale “Camille”, da sempre impegnata anche nella pittura, nella scultura e nei diversi linguaggi dell’arte, dichiara:

Parlando con le monache ho provato a riconsiderare in modo laico l’essenza nell’idea comune di clausura. Ne è venuto fuori che non è un negarsi al mondo ma, diciamo, alle cose del mondo: per poter mostrare al mondo stesso la strada del colloquio ininterrotto con Dio. Dunque è altro dal distanziamento ma un modello di apertura al creatore cui si invitano gli altri, magari non direttamente ma mostrando un esempio, è il contrario dell’eremitaggio. Stimolante in chiave artistica”.

L’intervento artistico è un modo per scoprire i fasti del luogo, dall’origine leggendaria legata ai miti di Leda e il cigno, fino alla figura della fondatrice, Maria Lorenza Longo, che ha dato vita anche all’ospedale degli Incurabili da poco giunto al 500esimo anno.

Il progetto è stato possibile grazie alla disponibilità delle monache del Monastero, col prezioso e determinante apporto della giovanissima suor Paola Maria Velotto, e in collaborazione con la onlus “L’atrio delle trentatrè”.