La trans Pamela Andress si difende: “Ho lasciato Samantha in vita”

La difesa della trans Pamela Andress accusata di aver causato la morte di #SamanthaMigliore durante un trattamento estetico al seno effettuato in casa

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Rosaria Federico

“Quando me ne sono andata, lei era ancora viva. Soltanto il giorno dopo, collegandomi a internet, ho capito cos’era successo”.

Si è difesa così Pamela Andress, la donna trans di 50 anni di origini brasiliane ma residente a Napoli, rispondendo alle domande degli inquirenti su quanto accaduto giovedì scorso a Maranello dove la 35enne Samantha Migliore originaria di Napoli ha perso la vita, mentre le veniva praticato un trattamento estetico al seno.

Il trattamento estetico era stato organizzato a domicilio dalla 50enne e senza alcuna precauzione tanto che  si è rivelato fatale per la donna, che è morta tra le braccia del marito subito dopo un’iniezione.

Antonio Beviliacqua, marito della donna pure lui di Napoli ha raccontato che  quando le condizioni di Samantha si sono aggravate, la presunta estetista avrebbe detto di dover fare una chiamata. “Mi ha lasciato mia moglie tra le braccia, era morta. Poi è scappata. Si è portata via tutto, le siringhe e le 4 vaschette di alluminio che c’erano”.

Antonio ha anche detto che la cittadina brasiliana avrebbe chiesto 1.200 euro per due ore di servizio, ma afferma di non sapere come lei e Samantha fossero entrate in contatto, “se tramite amiche o sui social”. A nulla sono serviti i tentativi da parte dei medici di rianimare la 35enne e circa un’ora più tardi è stato dichiarato il decesso.

Ora sarà l’autopsia a chiare le cause della morte di Samantha. Per il momento la trans Pamela Andress resta indagata a piede libero. Non e’ una estetista ne’ tantomeno e’ abilitata a svolgere professioni mediche, ma è semplicemente una organizzatrice di eventi e stilista.

E’ accusata di esercizio abusivo della professione, omissione di soccorso e morte in conseguenza di altro reato. Gli inquirenti, il caso e’ affidato al pm Pasquale Mazzei, non hanno ritenuto che ci fosse ne’ il pericolo di fuga, ne’ di reiterazione del reato. Per sapere esattamente com’e’ morta Samantha Migliore, a che tipo di trattamento e’ stata sottoposta e capire quale sostanza le e’ stata iniettata, ora bisognera’ aspettare i risultati dell’autopsia, disposta dalla Procura di Modena.

L’esame su corpo della donna si svolgera’ martedi’ 26 aprile: i due legali della 50enne indagata stanno valutando di nominare, per l’occasione, un loro consulente. L’autopsia sara’ un tassello fondamentale per le indagini dei carabinieri di Maranello, che si occupano della vicenda della 35enne, morta tra le braccia del marito.

La donna, che lavorava per una cooperativa di pulizie, lascia 5 figli, avuti da precedenti relazioni. Una vita difficile e una fine drammatica per Samantha, che nel novembre 2020 era scampata al tentativo del precedente compagno di ucciderla: solo pochi giorni fa l’Appello aveva confermato la condanna a 7 anni per l’uomo.

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Rosaria Federico
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