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Papa Francesco: “Il Mediterraneo è il cimitero più grande d’Europa”

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“Il Mediterraneo e’ il cimitero piu’ grande d’Europa”, ed i paesi del Vecchio Continente devono dire “ognuno quanti migranti possono accogliere”. E’ uno dei passaggi più forti sui migranti che Papa Francesco, ha detto in tv stasera intervistato nel corso della trasmissione “Che tempo che fa”, citando tra gli esempi positivi “L’Italia e la Spagna”.

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E poi ha aggiunto: “Quello che si fa con i migranti e’ criminale. In Libia ci sono veri e propri lager. Il migrante va sempre accolto, accompagnato, promosso e integrato ma noi con i media guardiamo tutto, e’ una tragedia, poi non guardiamo più, ma non basta vedere e necessario sentire, toccare”.

Papa Francesco: al primo posto nel mondo c’e’ la guerra, e vendita armi

 “Al primo posto tra le categorie universali in questo momento ci sono le guerre, la gente viene al secondo posto. Pensa ad esempio allo Yemen, quanto tempo che lo Yemen soffre una guerra, e’ un esempio chiaro e non si trova un soluzione al problema, da almeno sette anni, se non dieci”.

“Altre categorie basse sono i bambini, i migranti, i poveri, la gente che non ha da mangiare, questi non contano”, ha proseguito. “Nell’immaginario universale – ha detto ancora Francesco – quello che conta e’ la guerra, la vendita delle armi. Con un anno senza fare armi ci sarebbe da mangiare ed educazione per tutto il mondo, ma questo e’ in secondo piano. Si pensa alle guerre e noi siamo abituati a questo, e’ duro ma e’ la verità”. “Cosa e’ piu’ importante oggi? – ha ribadito il Papa – La guerra: guerra ideologica, guerra di potere, guerra commerciale. E tante fabbriche di armi!”.

Papa: migranti poveri affamati non contano ma la guerra

“Si pensa a guerre e armi, mentre le persone passano in secondo piano”, “non voiglio fare il tragico, ma quello che e’ importante oggi e’ la guerra: economica commerciale o altro”; “migranti, poveri e chi ha fame non contano”.

Si puo’ guardare dall’alto in basso solo aiutando a alzarsi

 “Un uomo puo’ guardare un altro dall’alto in basso solo quando lo aiuta ad alzarsi”, ha detto Papa Francesco. “Nella societa’ – ha osservato – vediamo quante volte si guardano glia altri dall’alto in basso per dominarli, sottometterli, pensa soltanto a quelle impiegate che devono pagare col proprio corpo la stabilita’ a lavorare perche’ il loro capo le guarda dall’alto in basso per dominarle. E’ una cosa di tutti i giorni”.

“Solo posso guardare quell’altro dall’alto in basso per farlo alzare – ha ribadito il Pontefice -, un gesto nobile, ‘alzati fratello, alzati sorella’. Un altro sguardo dall’alto in basso non e’ lecito, mai, perche’ e’ uno sguardo di dominazione”.

Pregare e’ cio’ che fa il bambino quando chiama mamma e papa’

“Pregare e’ quello che fa il bambino quando si sente impotente, Papa’, mamma: questo il primo grido della preghiera”.  Il Pontefice ha poi osservato: “Pregare significa guardare i propri limiti, bisogni peccati. Per noi cristiani pregare e’ incontrare Papa’, questa parola non l’ho inventata io, noi diciamo Papa’ non padre.

Se dici Papa’ a Dio significa che stai andando bene. I bambini nel loro sviluppo psicologico passano per quella che si chiama l’eta’ dei perche’: si svegliano, vedono la vita e non capiscono, ma se guardiamo bene il bambino non aspetta la risposta del Papa’ fa subito un’altra domanda, quello che vuole il bambino e’ che lo sguardo del Papa’ sia su di lui e questo gli da’ sicurezza. Pregare e’ un po’ tutto questo”.

I genitori dovrebbero essere quasi complici

La chiave per il rapporto tra genitori e figli è la vicinanza. Lo ha detto Papa Francesco intervistato da Fabio Fazio su “Che tempo che fa” (Rai3). “Ai genitori mi viene a trovare chiedo: tu giochi coi figli? Delle volte sento risposte dolorose, ‘ma padre quando esco da casa per lavorare loro dormono e quando torno dormono’: è la società crudele che si stacca dai figli. Giocare con i figli, e non spaventarsi dei figli, delle cose che dicono, o anche, quando un figlio già più grande, adolescente, essere vicino parlare come padre, come madre, la vicinanza. I genitori che non sono vicni ai figli, per stare tranquilli, ‘prendi la chiave della macchina’, questo non fanno bene. I genitori devono essere quasi complici con i figli, quella complicità che fa che crescano insieme padri e figli”.

“Non sono uno che sopporta le cose”

“Non sarei onesto se dicessi che sopporto tanto. No, io sopporto come gli altri e non sono solo: ho tante persone che mi aiutano. I vescovi, la Chiesa tutta. Non sono campione di sollevamento pesi, sopporto come tutte le altre persone”.

Il Papa da Fazio cita le impiegate che pagano col corpo il lavoro

“Nella società vediamo quante volte si guardano gi altri dall’alto in basso per dominarli, sottometterli e non per aiutarli a rialzarsi. Pensa soltanto – una storia triste ma di tuti i giorni – a quelle impiegate che devono pagare col proprio corpo la stabilità lavorativa, perché il suo capo la guarda dall’alto in basso ma per dominarla, un esempio ma di tutti i giorni. Invece solo è lecito questo gesto per fare questo”, ha detto il Papa mimando una persona che si inchina a tirare su qualcuno che è caduto, “a rischio di cadere io: ma è un gesto nobile, alzati fratelli, alzati sorella, un altro sguardo non è lecito perché sarebbe di dominazione”.

Senso dell’umorismo è una medicina, fa tanto bene

“Il senso dell’umorismo è una medicina” e “ti fa relativizzare le cose, ti rende gioioso, fa tanto bene”. Lo ha detto Papa Francesco, ospite di ‘Che Tempo Che Fa’ su Rai3, sottolinando che da “40 anni” recita la preghiera del buonumore di san Tommaso Moro, che si conclude con queste parole: “Dammi, o Signore, il senso dell’umorismo, concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia e possa farne parte anche ad altri”.

 Il Papa da Fazio: sotto il clericalismo c’è putredine

“Ho cercato di indicare la strada della Chiesa verso il futuro, una Chiesa in pellegrinaggio, e oggi il male più grande della Chiesa è la mondanità spirituale, una chiesa mondana”.  “Un grande teologo, Henri de Lubac, diceva che la mondanità è il peggio dei mali che può accadere, peggio ancora dei papi libertini, conosciamo la storia”, ha detto Bergoglio. “Qusta mondanità spirituale dentro Ca chiesa fa crescere una cosa brutta che è il cericalismo, una perversione della Chiesa, il clericalismo che genera la rigidità e sotto ogni tipo di rigidità c’è putredine, sempre”.

Il Papa, non sono tanto santo, ho bisogno rapporti umani

“Non sono tanto santo, ho bisogno dei rapporti umani, per questo sono andato a vivere a Santa Marta”. Lo ha detto Papa Francesco a Che tempo che fa. “Ho bisogno degli amici, ne ho: sono pochi ma veri”, ha aggiunto.


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