Da le autorità sanitarie segnalano 25 casi di una nuova variante Deltacron.

Si tratterebbe di una sorta di mix tra alcune mutazioni di Omicron e altre di Delta (nel Paese, come in Italia, sono presenti entrambi i lignaggi).La scoperta, fatta dall’Università di Cipro, viene riportata dal sito americano Bloomberg.

“Noi – ha spiegato a Sigma Tv Leondios Kostrikis, professore di Scienze biologiche e direttore del Laboratorio di biotecnologia e virologia molecolare – abbiamo trovato questo ceppo del virus che è una combinazione delle varianti Delta e Omicron”.

I ricercatori hanno identificato venticinque casi, da cui è emerso che la presenza di ‘Deltacron’ è più alta tra i pazienti ricoverati, rispetto a quelli con sintomi lievi.

Le sequenze genetiche sono state inviate al database internazionale ‘Gisaid’ dell’Istituto Pasteur a Parigi (che pubblica le sequenze ufficiali delle nuove varianti dell’influenza e il -19), per approfondire gli studi.

“Vediamo se è più contagiosa delle varianti precedenti”, ha commentato Kostrikis, secondo il quale, però, questo nuovo ceppo verrà probabilmente sovrastato da Omicron, che si e’ dimostrato molto più contagioso ma anche meno letale, soprattutto con le persone vaccinate.

Il professor , docente di biologia all’università di e direttore del Laboratorio di biotecnologia e virologia molecolare, sostiene che i casi di «deltacron» sarebbero più frequenti fra pazienti ricoverati per Covid. Le sequenze sono state inviate (il 7 gennaio) alla base dati internazionale Gisaid dell’Istituto Pasteur a Parigi. Nulla è dato sapere delle caratteristiche che potrebbe avere il composto, se sarà più contagioso, più letale o, semplicemente, se riuscirà a scalzare Omicron, cosa che sembra abbastanza improbabile data la capacità di Omicron di infettare velocemente persone e quindi di imporsi su tutte le altre varianti.

È normale che il virus muti continuamente e sono molte le segnalazioni che vengono inviate ai data base che raccolgono i genomi: sono solo 5 però in quasi tre anni di pandemia le varianti segnalate come preoccupanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e alcune di queste sono scomparse, soppiantate sostanzialmente da Delta e Omicron. Il monitoraggio comunque continua.

Di maggior interesse risulta essere una variante sorella di Omicron che potrebbe essersi sviluppata in modo autonomo quasi nello stesso tempo e che i ricercatori stanno tenendo sotto controllo. Per definirla i ricercatori hanno creato 2 sotto-lignaggi di B.1.1.529: BA.1 cioè Omicron e il nuovo lignaggio anomalo chiamato BA.2.

Dalla arriva l’allarme: BA.2 potrebbe essere diventata dominante su BA.1. Il Paese è uno dei migliori al mondo in tema di numero di sequenziamenti e dai dati locali riportati sul portale dei sequenziamenti internazionale Gisaid si evidenzia una massiccia crescita del nuovo lignaggio.

Negli ultimi giorni sono stati caricati numerosi genomi BA.2 anche da Sudafrica, Australia e Canada. Attualmente il maggior numero di sequenze relative alla variante in questione vengono all’82% dalla Danimarca, al 7% dalla Svezia, al 3% dall’India. Entrambi i sotto-lignaggi presentano quasi tutte le mutazioni Spike inizialmente notate per Omicron, ma il lignaggio BA.2 ne conserva alcune di Delta.

In particolare, è di difficile identificazione rispetto a Omicron perché non presenta la delezione del gene S che permette di sospettare direttamente dal tampone l’appartenenza alla variante Omicron. Per identificare BA.2 è necessario quindi sequenziare tutti i campioni e come sappiamo questo implica una capacità di laboratorio che non tutti i Paesi hanno.

Per questo sono importanti i dati dalla Danimarca. Anche in questo caso è necessario attendere e continuare a monitorare: molte varianti sono nate e rimaste confinate in alcune zone senza poi diffondersi o destare preoccupazioni.




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