L’arroganza della Lega calcio di Serie A si scontra con la determinazione del Governo. E oggi per evitare il muro contro muro il presidente del Consiglio Mario Draghi ha telefonato al presidenlla Figc, Gabriele proponendo una mediazione: porte chiuse oppure il governo ferma il campionato.

Da un lato la posizione della Lega di A, ferma nella volontà di proseguire le competizioni e determinata nel braccio di ferro con le Asl territoriali, per evitare che si ripeta lo scenario di una giornata di campionato monca, come avvenuto nell’Epifania.

Dall’altro la posizione del Governo che, in un momento complicato dal punto di vista dell’emergenza pandemica, chiede al mondo del calcio “collaborazione” e una “forma di responsabilità”.

Nel mezzo, nel non semplice ruolo di mediatore, c’è il numero uno della Gabriele Gravina, che in giornata ha ricevuto una telefonata del presidente del Consiglio Mario Draghi, preoccupato per la situazione del pallone, a sua volta alle prese con un nuovo aumento di contagi Covid che stanno paralizzando la Serie A e gli altri campionati.

Un colloquio distensivo, senza tensioni, ma che evidenzia un quadro delicato attorno alla galassia calcistica. Il tutto a pochi giorni dalla conferenza Stato-Regioni, fissata per mercoledì 12 gennaio, convocata con l’obiettivo di formalizzare un’intesa tra le Regioni e la per la prosecuzione con regole certe del massimo campionato calcistico e allargata anche al mondo del volley e della pallacanestro.

Di fronte alla preoccupazione di Draghi il presidente ha ricordato lo stop di tutti i campionati dalla Serie B in giù (la Serie C ha fatto slittare ulteriormente la ripresa rinviando anche la terza giornata di ritorno), confermando comunque la volontà della massima serie di andare avanti anche a causa delle difficoltà legate al calendario, a dir poco congestionato da qui a maggio, che non presenta troppe finestre in cui incastrare eventuali recuperi.

Una posizione ribadita in un comunicato dalla stessa Lega di A, che si è riunita in assemblea per affrontare il tema diritti tv e che si è ritrovata a dover discutere di altri scenari, compreso il possibile ritorno alle porte chiuse – l’ipotesi più gradita al Governo – nel giro di qualche settimana qualora il contesto pandemico non migliorasse.

Nell’occasione si è anche parlato della possibilità di una autoriduzione del numero degli spettatori negli impianti, caldeggiata dallo stesso ma attualmente non presa in considerazione dalle società di Serie A.

La Confindustria del Pallone al momento tira dritto, “ribadisce con fermezza la fiducia di poter proseguire lo svolgimento delle proprie competizioni (Serie A TIM, Coppa Italia Frecciarossa, Supercoppa Frecciarossa) come da programma, grazie all’applicazione del regolamento organizzativo approvato ieri dal Consiglio di Lega” e al tempo stesso auspica “che nella riunione governativa di mercoledì prossimo si possano individuare in modo chiaro degli strumenti di coordinamento delle ASL territoriali per assicurare una gestione uniforme delle situazioni da covid-19 nelle squadre”.




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