Il bene confiscato al clan Polverino e che il Comune di Quarto ha destinato a 4 associazioni, è dedicato a Giancarlo Siani: ucciso nel 1985 mentre era a bordo della sua Mehari verde




Il al clan Polverino e che il Comune di ha destinato a 4 associazioni, è dedicato a Giancarlo Siani: cronista de Il Mattino, ucciso nel 1985 mentre era a bordo della sua

Il sindaco di Quarto, Antonio Sabino, esprime la sua soddisfazione per l’assegnazione del bene, avvenuto oggi ad alcuni mesi di distanza dalla ricezione di messaggi intimidatori: “Siamo andati avanti con il forte sostegno della Prefettura e delle forze dell’ordine – dichiara Sabino – e oggi è una bella giornata. Assegniamo la Villa confiscata e per la quale cercarono di intimidirci ad un raggruppamento composto da 4 associazioni del territorio che hanno fatto rete, siglando protocolli d’intesa con le scuole del nostro territorio, le parrocchie, gli ordini professionali degli agronomi e soprattutto l’Ordine dei Giornalisti della Campania e il Sindacato unitario dei Giornalisti. Villa Mehari è dedicata al ricordo di Giancarlo Siani e per i prossimi 10 anni sarà uno spazio condiviso e punto di riferimento per chi si impegna seriamente sul tema della legalità”.

Villa Mehari, struttura di quasi 800 metri quadrati con piscina, a giorni sarà consegnata al raggruppamento che ha vinto il bando pubblico composto dall’associazione di volontariato La Bottega dei semplici pensieri, La Quercia Rossa Coop sociale, Aps Dialogos e Associazione Artemide. Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, ringrazia “la Regione per il finanziamento e il Comune di per la scelta di coinvolgere l’Ordine nella gestione di Villa Mehari nel ricordo di Giancarlo Siani.
Il nostro impegno riguarda iniziative mirate per la legalità a partire da corsi gratuiti di formazione per i giornalisti con particolare attenzione alle fasce del precariato colpite duramente dalla pandemia con effetti fortemente negativi sul mercato del lavoro”.

E’ intervenuto anche Claudio Silvestri, segretario del Sugc: “Un simbolo del potere criminale diventa un simbolo di legalità, è una conquista importante in un territorio complicato come quello di Quarto. La sfida, adesso, deve essere quella di far vivere Villa Mehari, di farla diventare punto di riferimento della città. Noi ci saremo”.

Villa Mehari_Quarto

Villa Mehari_

I rappresentanti dell’Ats spiegano che Villa Mehari “sarà un luogo di aggregazione principalmente per i giovani. Cercheremo di far avvicinare i ragazzi motivandoli a vivere una quotidianità fatta di cultura, integrazione sociale, legalità e partecipazione alle attività. Promuoveremo iniziative che possano divertirli, ma allo stesso tempo educarli a crescere responsabili che questo territorio questa città e tutto ciò che ne consegue appartiene loro. Non trascureremo di ricordare e far rivivere le nostre tradizioni attraverso iniziative di scambi generazionali. Avremo una biblioteca dove poter ospitare artisti, scrittori ed esporre l’arte in ogni suo genere. Saremo lì quotidianamente ad accompagnare i ragazzi più fragili a raggiungere le loro migliori abilità”.


Napoli, 7 anni di carcere dl baby rapinatore di via Salvator Rosa

Notizia precedente

Campania, 22 ricoveri in terapia intensiva: tutti no vax

Notizia Successiva


Ti potrebbe interessare..


Commenti

I Commenti sono chiusi