Mondragone, nuovo raid intimidatorio contro l’imprenditore anticamorra Benedetto Zoccola

Il politico ed imprenditore anticamorra Benedetto Zoccola minacciato da bandito armato: sui social: “Ti ho riconosciuto e non esiterò a denunciarti”

benedetto zoccola
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Mondragone. Nuovo raid intimidatorio contro l’imprenditore anticamorra  Benedetto Zoccola.

Secondo quanto ricostruito e denunciato dalla stessa vittima, un uomo si sarebbe avvicinato all’auto della scorta con una pistola in mano.Zoccola, già vicesindaco a e ad , è sotto protezione dal 2012 quando, attraverso le sue denunce, fece arrestare un boss della camorra locale e diversi affiliati al clan

Ma potrebbe esserci presto una svolta nell’indagine sull’intimidazione al politico e imprenditore mondragonese Benedetto Zoccola, da sempre impegnato nella lotta anticamorra e già vittima di attentati.

Nelle scorse ore l’ex assessore delle giunte di ed ha affiancato l’auto della scorta puntandogli contro una pistola. Zoccola però avrebbe riconosciuto il malintenzionato indicando alle forze dell’ordine l’identità dell’assalitore.

Zoccola sui social infatti ha scritto: “Caro bastardo che ti sei avvicinato all’auto della scorta con un’arma in pugno sappi che hai le ore contate perché ti ho riconosciuto personalmente e non esiterò a farti una bella denuncia. Quando hai riposto l’arma dietro al pantalone ho tanto sperato, purtroppo ahimè invano, che potesse partire un colpo. Ti ricordo solo che potrai ergerti a ciò che vuoi ma, resterai pur sempre un rifiuto solido umano e resterai tale per la tua vita”.

“Ieri sera un camorrista armato di pistola si è accostato all’auto che scortava Benedetto Zoccola, testimone di giustizia, imprenditore anticamorra sotto scorta dal 2012. Intimidazioni e minacce sono l’espressione massima di questi uomini appartenenti alle criminalità organizzate che sono il cancro del nostro Paese”.

E quanto dichiara il regista . “Ciò che è avvenuto – aggiunge – dimostra quanto sia sempre più importante, ma soprattutto urgente, avviare un processo culturale di legalità contro le mafie a partire dalle scuole. I giovani devono prendere coscienza delle conseguenze che certe scelte di vita possono portare”. “Benedetto è un caro amico – conclude Crespi – e a lui va tutta la mia solidarietà e stima, insieme continueremo le nostre battaglie di legalità”.