tramedautore

Inizia con una festa sul palco, venerdì 10 settembre a Milano la ventunesima edizione di Tramedautore – Festival Internazionale delle Drammaturgie, realizzato da Outis – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea, fondato da Angela Lucrezia Calicchio, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e con mare culturale urbano, per la nuova direzione artistica di Andrea Capaldi e la consulenza artistica di Michele Panella.

Il claim dell’edizione 2021 “Andiamo!” rispecchia il desiderio di trovarsi di nuovo insieme, come in assemblea, per imparare attraverso il teatro a riconoscere e a esorcizzare le paure del presente tornando anche a festeggiare e a ritrovare forza nel prosieguo del cammino.

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Al Piccolo Teatro Studio Melato ore 20.30 va in scena così “Alla festa di Romeo e Giulietta”, uno spettacolo diretto da Benedetto Sicca, nato dal sodalizio artistico con Emanuele D’Errico, per una riscrittura a più mani di un grande classico di tutti i tempi. Dopo il debutto al Campania Teatro Festival, lo spettacolo, una coproduzione tutta napoletana, Tradizione e Turismo e Putéca Celidònia, arriva a Tramedautore in prima regionale. A interpretarlo, Francesco Aricò, Clara Bocchino, Marialuisa Bosso, Emanuele D’Errico, Teresa Raiano, Francesco Roccasecca, Dario Rea.

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A Putéca Celidònia, giovane e apprezzata compagnia nata nel 2018 dall’unione di sei giovani attori provenienti dalla Scuola del Teatro Stabile di Napoli, il festival Tramedautore dedica una sorta di retrospettiva.

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In scena al giorno seguente (sabato 11, ore 20.30), ancora al Teatro Studio Melato, anche “Dall’altra parte. 2 + 2=?”, scritto e diretto da Emanuele D’Errico e in prima regionale, uno spettacolo classificatosi nel 2019 semifinalista al Premio Scenario e vincitore al Premio Giovani Realtà del Teatro, ispirato a uno studio della neuroscienziata Marian Diamond, docente presso la University of California, il quale afferma che più della metà dei neuroni viene perso durante lo sviluppo prenatale. Il processo, ininterrotto nel corso della vita, farebbe guardare, fantasiosamente, all’atto del concepimento come al culmine della genialità, e tre gemelli eterozigoti nel grembo materno cercano di contrastare questo processo inevitabile, in attesa della nascita.


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