270 dipendenti Ericsson a Pagani per risolvere ogni giorno problemi di rete e guasti di sistema presenti in tutti i continenti


Foto dal web
Ericsson inaugura a Pagani un ‘Axe Lab’ per connettere telefoni in tutto il mondo. 270 dipendenti per risolvere ogni giorno problemi di rete e guasti di sistema presenti in tutti i continenti
Consentire a un miliardo di persone di chiamarsi ogni giorno senza interruzioni e problemi di linea oggi è possibile grazie a centri di eccellenza come quello di Pagani, in provincia di Salerno, dove la Ericsson, azienda leader nella telefonia e nei servizi di comunicazione, ha inaugurato un “Axe Lab” dedicato all’inventore del telefono Antonio Meucci.
Proprio grazie alle centrali telefoniche “Axe” due telefoni possono collegarsi tra loro.
La Campania è sempre stata una Regione all’avanguardia in questo settore, prova ne è che la prima centrale digitale “Axe” installata in Italia fu quella di Napoli Capodichino del 1982.
Il centro di ricerca di Pagani risale al 1990 con l’obiettivo di realizzare software in grado di collegare più velocemente e senza intermediazione due telefoni tra loro.
Questi sofisticati mezzi hanno consentito a due apparecchi fissi o mobili di chiamarsi tra loro, anche se di generazioni telefoniche diverse.
“Parliamo di sistemi che oggi sono digitali, sempre più virtualizzati e su cloud, ma che 50 anni fa erano rappresentati da centralinisti che agganciavano il doppino permettendo alla persona che effettuava la telefonata di raggiungere la persona chiamata” ha spiegato al Sole 24 Ore Alessandro Pane, direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson Italia.
Pagani è uno dei tre poli di ricerca della Ericsson, insieme a Pisa e Genova, ma l’investimento intrapreso rende questo centro un ‘unicum’ in tutta Europa: solo qui, infatti, vengono effettuati test e simulazioni di traffico telefonico per valutare i parametri e la resistenza dei sistemi.
Lo scopo è quello di prevenire o reprimere rapidamente eventuali anomalie. Questi software consentono di deviare il traffico su piattaforme alternative grazie a dei processori che avvisano in tempo reale disfunzioni o sovraccarichi.
Da Pagani, quindi, grazie ai suoi 270 dipendenti, si interviene ogni giorno per risolvere i problemi di rete e i guasti di sistema presenti in tutti i continenti. Quello di Pagani è solo l’ultimo investimento che Ericcson ha fatto in Italia, dove la società ha deciso di centralizzare molte sue attività.
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